Cronaca

Lopalco e l'ipotesi estate senza mascherine: "Sarebbe un nuovo 25 Aprile"

Il commento dell'Assessore alla Salute sull'andamento dei contagi nei prossimi mesi: "L'estate sarà un test importante per l'Europa. Se metteremo in sicurezza la popolazione fragile, la circolazione residua del virus non solo sarà accettabile, ma potrebbe persino essere benefica a sostenere una serie di booster (richiami) naturali fra i vaccinati"

Il 25 aprile è il giorno della liberazione dal nazifascismo. Il momento storico suggerisce un parallelismo con la pandemia, dalla quale tutti non vedono l'ora di celebrare la liberazione. Anche l'assessore alla Salute Lopalco ne parla facendo una considerazione sui vaccini e sulla prospettiva di un'estate senza mascherina. 

L'epidemiologo prova a dare risposte su quando finirà la pandemia, o quando finalmente lo zero comparirà sulla casella dei contagi, dei decessi e delle terapie intensive: "Queste domande non sono affatto banali, perché dalla definizione di questi obiettivi scaturirà la strategia di mitigazione e contenimento dell'ultima fase pandemica. La liberazione dalle mascherine, grazie alla vaccinazione, credo sia vicina: sia Cdc che Ecdc (i centri statunitense ed europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) hanno stabilito che un incontro al chiuso fra persone vaccinate o anche in presenza di una persona non vaccinata che non abbia condizioni di rischio particolari può avvenire senza mascherine".

"Ma in questo modo, qualcuno obietterebbe, il virus continuerebbe a circolare. Appunto, è qui il busillis. La campagna vaccinale non ha come obiettivo la eliminazione del virus. Ma il controllo della diffusione pandemica. Questo sarebbe bene definirlo nei documenti ufficiali (insieme al target di copertura che ancora nessuno ha stabilito...). Un'ondata pandemica si avvia quando esiste una quota di popolazione molto elevata che sia totalmente suscettibile all'infezione e quindi genera una quantità di casi gravi elevatissima bloccando sistemi sanitari ed attività economiche e sociali. Man mano che la popolazione si immunizza, le ondate si affievoliscono fino a che il virus diventa endemico, magari con dei rigurgiti epidemici stagionali. Questo è quanto è avvenuto nel corso dei millenni con moltissimi virus respiratori (inclusi altri coronavirus)".

Secondo Lopalco difficilmente il virus Sars-CoV-2 sarà eliminato, ma non è un aspetto preoccupante: "L'importante è che non crei più ondate pandemiche. La prossima estate sarà per l'Europa (e tutto l'emisfero settentrionale) un test importante. Se riusciremo a mettere in sicurezza la popolazione fragile, la circolazione residua del virus non solo sarà accettabile, ma potrebbe persino essere benefica a sostenere una serie di booster (richiami) naturali fra i vaccinati, aiutando l'instaurarsi dell'immunità di popolazione".

L'epidemiologo ribadisce l'importanza dei vaccini nell'impedire in primis l'insorgere di conseguenze gravi nei soggetti più fragili: "L'effetto della circolazione del virus in popolazioni vaccinate, anche se fragilissime, lo abbiamo già sperimentato. Negli ultimi mesi il virus è entrato in diverse Rsa dove gli ospiti, tutti fragilissimi, erano vaccinati: si sono contagiati in molti, ma nessuno in forma grave. L'immunità di gregge ha funzionato, anche se il virus ha continuato a trasmettersi. Espandendo il concetto alla popolazione generale, capiamo come il virus possa continuare a circolare in maniera endemica senza fare danni, a patto che la popolazione sia almeno parzialmente immunizzata. Possiamo dunque pensare ad un'estate senza mascherine? Mi auguro di si. Sarebbe un nuovo 25 Aprile".

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