La laurea di Riccardo con il cuore a pezzi: proclamato dottore il giorno dopo la morte della zia per Coronavirus

Proclamato dottore in Medicina alla fine di marzo, il giorno prima della discussione della tesi Riccardo aveva perso la zia per Coronavirus: "Sono pronto ad arruolarmi e a dare il mio contributo in questa guerra”

In un articolo a firma di Veronica Valente, Lecceprima.it racconta la storia di Riccardo, il ragazzo leccese di 26 anni che si è laureato in Medicina all'Università di Foggia 24 ore dopo la perdita di sua zia causa Coronavirus.

Nonostante il dolore, Riccardo non si è perso d'animo e ha trasformato quel lutto in una ulteriore spinta a tagliare il traguardo, ottenendo il massimo dei voti: “Sono pronto ad arruolarmi e a dare il mio contributo in questa guerra”.

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“Mia zia era una donna dolce, generosa, simpatica. Era la mia madrina e le ero molto legato. Aveva da poco compiuto 71 anni ed era ammalata di Alzheimer, una di quelle malattie che si manifesta all’improvviso, senza dare molte avvisaglie e che, purtroppo, non fa perdere solo la memoria, ma anche la dignità di poter compiere piccoli gesti quotidiani. Era ricoverata in una casa protetta tra le più rinomate di Torino dove, a partire dal 10 marzo, a causa dell’emergenza dovuta al Covid-19, sono state negate le visite ai parenti. La situazione è precipitata una settimana dopo, quando hanno comunicato a mio zio del ricovero nell’ospedale Mauriziano a causa di febbre alta, disidratazione e problemi respiratori. Risultata positiva al tampone, è stata sottoposta a terapia con antibiotici e ossigeno. Da infettivologia è stata poi trasferita in un altro reparto, ma non è stata neppure intubata, e dopo dodici giorni di coma ha perso la sua battaglia. Lì, da sola, senza punti di riferimento, senza un conforto, senza una voce che potesse sussurrarle frasi rassicuranti"

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