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Nove medici foggiani morti per Covid. "Pagato scotto alto". Il dr De Paolis: "Nostra sede presidio per la vaccinazione"

Il presidente dell'Ordine dei medici ricorda gli operatori che hanno dato la vita per cercare di salvare le vite altrui e annuncia: "Predisporremo la sede di Via Acquaviva come presidio per la vaccinazione"

Tra le categorie più colpite in questo anno di pandemia c'è senza dubbio quella dei medici. In Italia sono numerosi i medici che hanno pagato con la vita l'impegno profuso per cercare di salvare quella degli altri. "Quella di oggi è una commemorazione fondamentale, siamo purtroppo ancora in una fase molto delicata che speriamo si possa sbloccare al più presto con l'arrivo di dosi adeguate di vaccino e di qualità per tutta la popolazione", ha dichiarato il presidente dell'Ordine dei Medici Pierluigi Nicola De Paolis.

Il vaccino resta l'unica soluzione efficace per abbassare progressivamente la curva dei contagi e limitare fino all'azzeramento i decessi: "Il problema è essenzialmente questo, al di là delle zone rosse. C'è una forte necessità di dosi per far decollare la campagna vaccinale in tutte le regioni e anche nella nostra, che comunque è stata molto solerte nell'utilizzo delle dosi ricevute".

Anche in Puglia non sono mancate le vittime tra i medici, ben 9 quelli deceduti nella provincia di Foggia: "La nostra regione piange più di 4mila vittime e anche la Capitanata ha pagato uno scotto alto per quanto riguarda i medici venuti a mancare. Noi ci rivolgiamo alle loro famiglie e a quelle di tutte le vittime del Covid per esprimere le nostre condoglianze e un sentimento di speranza per una futura rinascita da questo momento terribile".

De Paolis ha anche preannunciato che l'Ordine dei Medici predisporrà i locali interni ed esterni della sede di Via Acquaviva come presidio vaccinale, "viste le difficoltà che si possono incontrare nell'organizzazione della campagna vaccinale di tutta la popolazione".

Quella del medico è spesso vista come una missione più che una normale professione, un assunto che ha acquisito un valore ancora più consistente nell'anno della pandemia: "Ma da questo punto di vista la visione è un po' a corrente alternata - puntualizza De Paolis - perché se da una parte i medici sono considerati degli eroi, dall'altra spesso vediamo che sono proprio i medici i primi destinatari degli avvisi di garanzia quando si verifica un decesso senza che sia stata ancora determinata la causa".

Il riferimento è in particolare agli ultimi decessi che hanno riguardato persone appena vaccinate: "Ciò che stupisce è che si tratta di un vaccino sicuro, non solo perché validato da organismi regolatori come l'Aifa e l'Ema, ma perché c'è una procedura particolare che prevede la somministrazione previa compilazione della scheda anamnestica, la compilazione del consenso informato e la consegna al paziente della scheda informativa sul vaccino, dopo di che la somministrazione viene fatta in modo automatico e ripetitivo. Eppure, la prima persona che riceve l'avviso di garanzia è il medico che ha somministrato il vaccino. C'è questa contraddizione di fondo, da una parte abbiamo lodato e osannato i medici che hanno dato la vita cercando di salvare le vite degli altri, dall'altra il medico che si vede immediatamente nella povere quando c'è un caso giudiziario".

Lo stop temporaneo al vaccino Astrazeneca preoccupa De Paolis: "Può alimentare dubbi su buona parte della popolazione che magari era già diffidente verso la pratica dei vaccini. Occorre che la riabilitazione degli istituti regolatori sia chiara, limpida e sostenuta da argomentazioni inconfutabili".

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