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Tre figli, senza lavoro per via del Coronavirus e senza nemmeno un sostegno. Roberto: "Non ce la facciamo più"

Due mesi prima dell'emergenza sanitaria aveva iniziato a lavorare in un bar, che ha chiuso per le restrizioni del governo e si è ritrovato senza lavoro.

 

Durante l'emergenza sanitaria, a causa delle restrizioni imposte dal Governo, la maggior parte dei lavoratori è costretta a restare a casa. Chi meno ne risente sono gli stipendiati o chi riesce a svolgere il proprio lavoro con la formula smart working.

I cassaintegrati percepiscono lo stipendio in maniera ridotta, i commercianti che sono costretti a stare chiusi e a pagare a vuoto gli affitti. Ma  c'è anche chi, a causa del Coronavirus, un lavoro non ce l'ha più, perché magari l'attività per la quale prestava servizio, ha chiuso e oggi si ritrova a casa senza alcun tipo di ingresso salariale.

È il caso di Roberto, 48 anni, fino a pochi giorni prima delle misure restrittive in prova presso un bar del centro come aiuto pasticciere. In attesa di essere assunto si è ritrovato a casa senza alcun tipo di entrata.

Potrebbe richiedere il reddito di cittadinanza ma non può perché la moglie è proprietaria di 12 ettari di terreno coltivato a grano. E il raccolto, la maggior parte delle volte, restituisce giusto le spese. Il possesso di questo fondo agricolo fa lievitare i reddito nel modello Isee, il che rende impossibile ricevere il Red. Si è rivolto ad un caf e gli è stato detto che con la partita iva della moglie non è possibile riconoscergli nemmeno i 600 euro che lo stato sta mettendo a disposizione, perché risulta come "'imprenditrice agricola". 

Roberto, marito e padre di tre figli, non lavora dal 12 marzo, giorno in cui il è entrato in vigore il dpcm dell'11 marzo e oggi ha serie difficoltà ad andare avanti.

Attende di ricevere i buoni spesa, per i quali ha fatto richiesta. Ad oggi sarebbero state evase meno della metà delle richieste. E Roberto attende e spera che gli vengano riconosciuti i sostentamenti che il Governo sta mettendo a disposizione di chi si trova in difficoltà economica a causa della pandemia, ma anche di un lavoro immediato che gli possa permettere di andare avanti finché la situazione non ritorni alla normalità.

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