Positivo in casa da 10 giorni con sintomi: non c'è posto in ospedale, impossibile fare una lastra ai polmoni a domicilio

Marito e moglie positivi al Covid a Foggia. Lei ricoverata da tre giorni. Lui da 10 con sintomi allettato in casa. La richiesta a un laboratorio privato di una radiografia ai polmoni a domicilio respinta: "Rischiamo che la Asl ci mette in quarantena"

E' positivo al Covid, ha sintomi forti - influenza, tosse e spossatezza - ma è allettato in casa da più di dieci giorni. 

Qualcuno potrebbe obiettare che non sia l'unico a trovarsi in questa terribile condizione e che è risaputo che non vi siano posti a sufficienza nelle strutture ospedaliere.

E infatti, la mancanza di posti letto, paradossalmente, sorprende molto meno dell'impossibilità per il contagiato di sottoporsi ad una radiografia ai polmoni, menchemeno a domicilio attraverso l'intervento di un laboratorio privato.

L'odissea che stanno vivendo due coniugi di Foggia - lei è ricoverata da tre giorni in ospedale - rende bene l'idea di quanto il sistema sanitario, nella fattispecie quello locale, si stia facendo trovare impreparato e fatichi a rispondere finanche alle richieste più semplici. 

Come ad esempio una radiografia ai polmoni. Ad oggi in provincia di Foggia un laboratorio privato non è nelle condizioni di svolgere il servizio a domicilio. O ancora meglio, per via dei protocolli anti-Covid, non viene messo nelle condizioni di svolgerlo.

Diventerebbe infatti troppo alto - quindi sconveniente - il rischio che la Asl intervenga in seconda battuta per mettere il personale in quarantena, compromettendone di fatto il prosieguo dell'attività, "nonostante adoperiamo tutti i dispositivi di protezione".

D'altronde, spiegano a Foggiatoday i vertici della struttura contattata dai familiari della persona infetta al Covid-19, "questa estate è già capitato di essere stati bloccati e messi in quarantena dopo un intervento su un positivo al Covid". 

Chi ci rimette è senza ombra di dubbio il "paziente", al quale, al danno del mancato ricovero per mancanza di posti letto, si aggiunge l'impossibilità di fare una radiografia ai polmoni e conoscere il reale stato di salute. 

Aumenta così, anche per i familiari, il timore che la situazione si aggravi. Non potendo, senza una diagnosi certa, ricorrere alle cure necessarie. 

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