Coronavirus: giovani con polmonite ricoverati tra Foggia e San Giovanni Rotondo. Lopalco: "Non in terapia intensiva"

I ricoveri ai Riuniti di Foggia, all'ospedale D'Avanzo e a Casa Sollievo della Sofferenza. Cerignola città della Puglia con più contagi. Le precisazioni di Pierluigi Lopalco sulla definizione di stato critico 'severo'

"Nel nostro database risultano ricoverati tra Foggia e San Giovanni Rotondo". E' la replica di Pierluigi Lopalco a Foggiatoday in merito alla notizia dei quattro ragazzi tra i 20 e i 26 anni ricoverati in "stato clinico severo" ma dei quali - come da nostri approfondimenti - non vi è traccia presso il reparto Malattie Infettive dei Riuniti di Foggia, nemmeno presso la Pneuomologia dell'ospedale D'Avanzo.

A onor del vero tra le due strutture ospedaliere del capoluogo dauno vi sarebbero oltre venti pazienti positivi ricoverati, tra cui anche alcuni migranti di Borgo Mezzanone, perlopiù asintomatici. 

La notizia divulgata il 14 agosto scorso in pirma battuta dall'Ansa e confermata ieri dall'epidemiologo e coordinatore della task force regionale a La Gazzetta del Mezzogiorno, potrebbe far riferimento a quei pazienti oppure ad altri, sempre di giovanissima età, ricoverati presso l'area Covid di San Giovanni Rotondo, tra cui un bracciante agricolo di nazionalità bulgara che avrebbe contratto il Covid a Cerignola, due ragazzi di Borgo Mezzanone, un ragazzo di Manfredonia e uno di San Giovanni Rotondo rientrato dall'estero (ma non da uno dei paesi ritenuti più a rischio, ovvero Malta, Croazia, Spagna e Grecia). Oppure a entrambi. 

Sempre a Foggiatoday, il professore dell'università di Pisa precisa che "stato clinico severo" è una definizione della sorveglianza e si riferisce a pazienti con quadro di polmonite. 

Più serie le condizioni di una persona di San Nicandro Garganico che nei giorni scorsi è stato trasferito dall'ospedale di San Pio al reparto terapia intensiva dei Riuniti. 

In Capitanata e in Puglia Cerignola resta la città con più contagiati (oltre sessanta) e con più persone in isolamento fiduciario (circa duecento).

Ieri il virus ha concesso una tregua rispetto al trend dei giorni prima di Ferragosto. In Puglia su poco più di 900 tamponi sono risultati positivi soltanto quattro soggetti, uno in provincia di Foggia.

Con tutti gli scongiuri del caso, la curva dei contagi potrebbe però tornare a salire se i vacanzieri che hanno segnalato il loro rientro dall'estero e dai paesi considerati a rischio, per i quali si attendono sia i test che il loro esito, dovessero risultare infetti al Coronavirus.

Lopalco ha  affidato aanche a Facebook la spiegazione del caso incriminato, bollando le notizie circolate su alcuni mezzi di informazione, come "scientifica campagna di disinformazione portata avanti dai soliti noti".

Ergo, ha aggiunto l'epidemiologo, "qualche giorno fa a domanda di una brava giornalista che mi chiedeva che tipo di casi stiamo osservando in queste settimane, ho risposto che nel nostro archivio risultavano anche 5 casi di giovani fra 20-30 anni definiti con un livello severo di malattia".

E ancora, "i soliti noti, con la solita tecnica del telefono senza fili, hanno via via distorto questa mia informazione, facendomi alla fine dire che in Puglia abbiamo casi di ventenni in condizioni gravi in terapia intensiva. Niente di più falso: mai detta una cosa simile. Come al solito gli allocchi ci cascano ed ho avuto un gran da fare a ripulire la mia bacheca dai commenti di frotte di imbecilli".

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In conclusione, Lopalco spiega che nelle linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità si definisce caso 'severo' un paziente con 'manifestazioni cliniche a carico delle vie respiratorie/altri organi apparati che necessitano di ricovero (non in terapia intensiva)'. "Se passa in terapia intensiva si etichetta come 'critico'" chiosa l'epidemiologo. 

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