Associazione esclusa dall'emergenza Coronavirus: "Noi fatti fuori inspiegabilmente. Comune e Regione spieghino"

Monta la protesta di Fare Ambiente, associazione foggiana esclusa dal Centro operativo comunale (Coc) di protezione Civile in quanto "non risulta inserita nell'elenco delle Associazioni di Volontariato della Regione Puglia". Ma, in realtà, è iscritta dal 2017

Due operatori di Fare Ambiente

Com’è ormai noto, dopo lo scoppio dell’emergenza Coronavirus, il Consiglio dei Ministri ha deliberato, lo scorso 31 gennaio, lo stato di emergenza nazionale per la durata di sei mesi. In conseguenza del rischio sanitario connesso all’infezione è stato attivato il Comitato Operativo, presieduto dal Presidente del Consiglio, e individuato il Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile quale Commissario Straordinario con funzioni di coordinamento degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza sull’intero territorio nazionale. Con l’evolversi della situazione epidemiologica, in alcune regioni del Nord prima, e in tutta l’Italia poi, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) e la Protezione Civile, hanno deciso di attivare il Centro Operativo Comunale (Coc) di protezione Civile, in tutti i comuni con popolazione superiore ai 20mila abitanti.

Diverse le funzioni che i Coc sono tenuti a svolgere: fornire una corretta comunicazione alla popolazione in relazione agli eventuali profili a rischio, aggiornare il monitoraggio dei soggetti vulnerabili, condividere le mappe dei servizi sanitari specializzati in caso di poresenza di focolai epidemiologici, adottare tutte le misure necessarie al fine di velocizzare ed ottimizzare le risposte del sistema locale in relazione all’eventuale attivazione di protocolli di emergenza adottati dal Governo e dalle Regioni. 

Il Coc è stato attivato anche a Foggia a partire dal 26 febbraio, con una Ordinanza a firma del sindaco Franco Landella. Esso si avvale del supporto delle forze dell’ordine e di 8 associazioni di volontariato presenti sul territorio, come riporta l’Allegato A dell’Ordinanza, alle quali se ne sono aggiunte altre mediante tre ordinanze emesse il 12 e il 17 marzo (le ordinanze n. 18, 22 e 23, ndr).

Nell’elenco, tuttavia, manca l’associazione Fare Ambiente Laboratorio Verde Foggia. Il perché non è chiaro, soprattutto ai membri dell’associazione: “II Comune, sembra abbia lo sguardo rivolto solo verso alcune associazioni”, racconta a FoggiaToday Felice Scopece, referente di Fare Ambiente. E le spiegazioni che sono pervenute alla presidente, non sono apparse per nulla convincenti. Sì, perché una volta consultato l’albo pretorio e accertata l’esclusione dell’associazione dal Coc, la presidente Antonia Pia Lembo ha inviato una notifica a mezzo pec al sindaco, all’Assessore all’Annona e al Comandante della Polizia Locale nella quale chiedeva “il motivo per cui l’Associazione che rappresento non è stata convocata alla conferenza delle associazioni, ovvero inclusa quale associazione avente titolo e diritto a essere inserita nell’ordinanza sindacale del 26.2.2020, n. 13, per l’effetto ne chiede l’inclusione ora per allora”.

Alla missiva è giunta la replica a firma dell’Istruttore Direttivo dell’Ufficio Protezione Civile Luigi D’Agrosa: nella nota riferisce che la richiesta “non può essere accettata in quanto l’associazione, dalla documentazione di pertinenza, non risulta inserita nell'elenco delle Associazioni di Volontariato della Regione Puglia, sezione Protezione Civile“. A dar manforte alla decisione, un colloquio telefonico che lo stesso D’Agrosa ha avuto con la funzionaria della Regione Puglia che segue tali operatività, la dott.ssa Simona Ciavatta, “la quale ha verificato che effettivamente l’Associazione Laboratorio Verde Fare Ambiente di Foggia, non risultava inserita nell’elenco regionale di Protezione civile, approvava l’impossibilità a includerla all’interno del Centro Operativo Comunale”.

E qui comincerebbero le incongruenze. Perché come da determinazione del 28 febbraio 2017, la Fare Ambiente compare nell’elenco Regionale del Volontariato di Protezione Civile, numero di iscrizione 221: “A seguito di questo riscontro – spiega Scopece – abbiamo interpellato la dottoressa Ciavatta, facendole presente la determinazione regionale, senza ottenere alcun riscontro. Ma al di là di questo, ciò che ci lascia perplessi è che un’associazione come la nostra, riconosciuta dal Ministero dell’ambiente, che opera per la salvaguardia dell’ambiente, degli animali e del patrimonio storico-artistico nazionale, sia stata esclusa, e che le nostre rimostranze non abbiano ricevuto alcuna risposta. Da qui la nostra richiesta di incontro presso la Prefettura per definire questi aspetti che ci paiono piuttosto oscuri”.

Scopece esclude motivazioni politiche, ma pungola il sindaco: “La nostra associazione è apartitica, ha una sua sede a Foggia. I sindaci di Ascoli e di Sant’Agata ci hanno coinvolto in diverse occasioni, come per la gestione e distribuzione dei buoni pasto, il controllo del benessere degli animali e per il controllo degli accessi al paese in ausilio alla Polizia Locale. Il sindaco di Foggia ci esclude dal Coc. Già nel 2018 facemmo richiesta di un locale in comodato d’uso per svolgere attività istituzionali. Individuammo un locale in stato di abbandono di proprietà comunale, non ottenemmo alcun riscontro. Nel 2019 ci ha dato il patrocinio per un corso di formazione, poi nessun interesse. Evidentemente non ritiene utile coinvolgerci, ma ne ignoriamo i motivi”.

Il referente di Fare Ambiente contesta anche la risposta di D’Agrosa: “Non c’è un atto formale che spieghi la nostra esclusione, perché il colloquio con la Ciavatta è stato telefonico. C’è, infine, la questione relativa all’Allegato A, contenente l’elenco delle associazioni inserite nel Coc, ma che – come si legge nell’ordinanza – ‘non è soggetto a pubblicazione, in ottemperanza alla disciplina in materia di protezione dei dati personali’. Per impugnare gli atti, Fare Ambiente ha dovuto presentare, sempre a mezzo pec, richiesta ufficiale di una copia dell'Allegato A e delle tre ordinanze successive (relative alle integrazioni delle associazioni inserite nel coc, ndr): “È inammissibile nascondere a qualsiasi cittadino o operatore un atto che andava pubblicato. Se il Prefetto accoglierà la nostra richiesta di incontro, visto il momento attualmente critico, metteremo sul tavolo tutte le questioni, anche quelle pregresse. La pubblica amministrazione fin qui ci ha risposto con il silenzio, non è accettabile”.

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