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Coronavirus, Puglia sotto la soglia critica delle terapie intensive. In Capitanata superati i mille morti

Puglia e Lazio fanno registrare la più alta riduzione di casi attivi rispetto a una settimana fa. In Capitanata la curva dei contagi resta instabile

15.146 nuovi contagiati, 391 morti e quasi 20mila guariti. È il dato in Italia nell'ultimo bollettino diramato da Ministero della Salute. Anche nella giornata di ieri si è registrata una contrazione nel numero degli attualmente positivi, che sono 405.019, dei quali 383.951 in isolamento domiciliare, e oltre 21mila ricoverati in ospedale. 

Dai dati degli attualmente positivi e dei ricoverati emergono gli aspetti più interessanti. Partendo, dai casi attivi, si registra, rispetto a una settimana fa, un calo di 25.258 persone. La riduzione è in parte dovuta, purtroppo, ai decessi registrati, ma in larga parte alle guarigioni accertate nelle varie regioni. Tuttavia, sono soltanto 11 le regioni/province autonome a far registrare il segno meno nel raffronto tra i positivi attuali e quelli di una settimana fa. Spicca l'imponente riduzione nel Lazio, che solo sette giorni fa era la seconda regione d'Italia per numero di casi attivi con oltre 58mila casi, e ora è scesa al quarto posto con 43.144 e una variazione di -14.822. 

La seconda regione che fa registrare il calo più consistente è la Puglia, che resta la terza  con 44.178 casi attivi, ma con oltre 7mila persone positive in meno. Un dato generato senza dubbio dall'imponente numero di guarigioni accertate negli ultimi giorni (oltre 7mila negli ultimi sette giorni). Restano, tuttavia, le perplessità sull'improvvisa impennata delle guarigioni. Che siano il frutto di errati conteggi effettuati nelle settimane antecedenti?

A far registrare il segno meno ci sono anche l'Emilia Romagna, la Sicilia, Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Calabria. Preoccupano, invece, gli oltre 1.600 positivi in più fatti registrare dalla Toscana, tra le regioni gialle che rischiano di ritornare arancioni. Con un +114 rispetto a sette giorni fa, la Lombardia si piazza al secondo posto per numero di casi attivi assoluti, dietro la Campania. 

Capitolo ricoveri: dopo il pasticcio sul conteggio dei posti letto disponibili, la Puglia è ritornata sotto la soglia critica del 30% (165 su 569 posti letto) per quanto riguarda le terapie intensive, ma continua a far registrare il 41% dei posti letto occupati in area non critica (1.485 su 3.606), che resta una delle percentuali più alte in Italia. La situazione peggiore si registra ancora in Umbria, dove sono occupati il 57% dei posti letto di terapia intensiva e il 53% di area non critica. Friuli Venezia Giulia (38%), provincia autonoma di Bolzano (36%), Marche e provincia autonoma di Trento (entrambe al 32%) le altre regioni/province autonome a essere oltre la soglia del 30% di posti in terapia intensiva. Resta, invece, il Piemonte la regione con il più alto rapporto tra pazienti Covid-19 ospedalizzati e il totale dei positivi con il 17,3%. La Puglia figura sempre tra le regioni con la più bassa percentuale di positivi ricoverati (3,7%). Resta al 10%, invece, il rapporto tra i pazienti ricoverati in terapia intensiva e il totale degli ospedalizzati.  

Restringendo l'analisi alla sola regione Puglia, resta intorno al 10% la percentuale di casi riscontrati rispetto ai tamponi processati. A livello provinciale, la Capitanata si conferma in cima per l'incidenza cumulata per 10mila abitanti (441,5), ma si registra una crescita delle province di Bari (401,3) e Taranto (324,4). La curva dei contagi nella provincia di Foggia è ancora piuttosto instabile e altalenante. Negli ultimi sette giorni la media di casi giornalieri è di 154,8, di poco superiore rispetto ai sette giorni precedenti. Drammatico ancora il dato dei decessi: nella settimana che volge al termine la Capitanata ha superato i mille morti. 

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