Celle di San Vito, la bomboniera della Puglia che tiene lontano il virus con il passaparola. E il sindaco porta la spesa

Celle di San Vito è un paese a contagi zero. Maria Giannini, che lo amministra da 11 anni, cerca di soddisfare personalmente tutte le esigenze dei suoi concittadini. "Non dobbiamo mai abbassare la guardia"

Celle di San Vito, foto di Ennio Mascia

Quando a Celle di San Vito arriva l'ambulante che vende beni di prima necessità Virginia, che vive in periferia, manda un messaggio alla ragazza che abita nella prima casa del paese, lei avverte gli altri e tutto il paese lo sa. Il giorno della pubblicazione della domanda per i buoni spesa la voce ha fatto il giro. E non servono dirette e aggiornamenti social. Il passaparola è il vero albo pretorio del Comune, e durante una pandemia è anche la salvezza di un paese che conta gli abitanti di un grande condominio di una città metropolitana.

"Qui avevamo già delle abitudini un po' diverse rispetto ai grandi centri - racconta Virginia Carosielli dello Sportello Linguistico di Celle di San Vito - eravamo organizzati per una spesa che durasse l'intera settimana, con uscite più calcolate rispetto agli altri. Probabilmente il peso più grande grava sui bambini e sugli adolescenti che, come tutti alla loro età, stanno soffrendo la chiusura. Si sente la mancanza della scuola, della biblioteca che frequentavamo nel paese vicino, delle attività che seguivano. Forse siamo più fortunati rispetto alla città, perché siamo circondati dal verde".

Nella bomboniera sui Monti Dauni, che vanta il primato del più piccolo comune della Puglia, si registrano zero contagi, è un paese Covid free, che prende tutte le precauzioni. "Le persone che escono a lavorare fuori durante l'emergenza Coronavirus si possono contare sulle dita della mano. Gli abitanti rispettano le regole imposte in maniera molto attenta. Per fare un esempio, io non scendo dal piano di sopra al piano di sotto, e giù c'è mia suocera. Seguiamo molto attentamente queste norme calcolando anche che ci spostiamo da Celle verso Castelluccio per fare la spesa, perché qui non abbiamo un alimentari, né una farmacia. E spesso quando ci andiamo avvisiamo i vicini, chiediamo se serve qualcosa, per evitare il movimento, anche se è minimo perché qui la maggior parte della popolazione è anziana. Il farmacista sale due volte a Celle e riesce a soddisfare il fabbisogno. La paura c'è, non possiamo dire che non ci sia, ma ci mettiamo tanta attenzione cerchiamo di ridurre al minimo indispensabile, rispetto al solito, le nostre uscite per necessità".

Le dinamiche di un paese in miniatura, dove si parla fluentemente il francoprovenzale, sono curiose per i forestieri. "Qui abbiamo dei legami molto ristretti. Per noi è normale il passaparola, salva tutto. A Pasqua, tramite il gruppo WhatsApp, abbiamo organizzato un altarino, ciascuno davanti alla propria abitazione, ognuno ha messo un ramoscello fuoricasa la domenica delle palme e il paese sembrava Gerusalemme, senza uscire".

Il sindaco di questo piccolo comune è una forza della natura, Maria Giannini, eletta per la prima volta nel 2009, poi nel 2014, e oggi al suo terzo mandato. Per farsi una idea di come funzionino le elezioni in un paese piccolo così, basti pensare che ha vinto con 89 voti. Le distanze con le istituzioni si accorciano in 18 chilometri quadrati. Si entra al Comune e basta un "Marì" per parlarci, oggi si rimedia con una telefonata. "Lei è il classico sindaco che prende e parte - racconta di lei Virginia - si sta impegnando per aiutare più che può le famiglie, spesso si presta proprio fisicamente. È il sindaco del popolo: in prima persona porta le mascherine agli anziani, se c'è bisogno di fare la spesa e può va lei, con tutte le accortezze che richiede la situazione".

La sindaca, contattata, è indaffarata proprio in una delle sue consegne a domicilio. "Stiamo distribuendo i pacchi di pasta e pomodori che ci sono stati donati. Siamo io e un consigliere, e chi lo dovrebbe fare sennò?". I pacchi sono 132, quante sono le famiglie. Il numero degli abitanti, su due piedi, lo ricorda approssimativamente, sono intorno ai 166: "Mica portiamo i conti qua, è meglio che non li contiamo perché altrimenti ci spaventiamo". Il monitoraggio è più semplice, ma la preoccupazione non manca anche in una piccola comunità. "L'ansia e la paura ci sono sempre, anche per un sindaco di un piccolo paese, sebbene lo si possa gestire in modo diverso da un grande centro, perché non si sa mai. Non dobbiamo mai abbassare la guardia, non possiamo dire al mille per mille che siamo immuni. E chi ce lo dice?"

Conferma che va spesso a fare la spesa per i suoi concittadini e soddisfa anche le richieste più strane. "Per forza, sennò come si deve fare, qua non c'è negozio. Allora io parto, vado a lavorare, se qualcuno ha bisogno di qualcosa approfitto e faccio la spesa a Lucera o a Castelluccio. Sono andata a comprare una televisione perché una signora non ne poteva fare a meno per sentire la messa". La solidarietà delle aziende generose è arrivata fino a 735 metri di altitudine. "Ringrazio molto Rosso Gargano e la Barilla perché sono state veramente molto gentili, ci hanno dato la salsa di pomodoro e la pasta. La gente l'ha apprezzato tanto. Molte volte è il gesto che conta, è il pensiero che hanno avuto nei nostri confronti, siamo contenti solo perché c'è qualcuno che si ricorda di questo piccolo paese".

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