Docente di una scuola media positivo al Coronavirus. Il sindaco di Cagnano: "Affidiamoci a Scienza, Governo e a Dio"

Lavora in una scuola media di Cagnano Varano ma non è della cittadina garganica il docente risultato positivo al Coronavirus. Il sindaco Claudio Costanzucci risponde alle critiche "strumentali"

Docente di una scuola media di Cagnano Varano positivo al Coronavirus. Ne dà notizia il sindaco Claudio Costanzucci. "Cari concittadini, ieri sono stato informato sul caso di positività di un docente (non di Cagnano Varano) che insegna nella locale Scuola Media. Come prevedono i protocolli sanitari, l’Asl si è immediatamente attivata e ha comunicato l’isolamento fiduciario (“quarantena”) per le persone che hanno avuto contatti diretti con il docente nelle ultime due settimane. Come ho già avuto modo di precisare, l’accertamento, l’identificazione e il contatto con i soggetti in quarantena è un compito esclusivo dell’Asl. È il loro dipartimento di Prevenzione a decidere chi debba seguire questa misura preventiva. Il sottoscritto, pur essendo autorità sanitaria locale, non viene messo a conoscenza delle persone sottoposte ad isolamento fiduciario. Il Comune viene interpellato dall’ASL solo in caso abbia difficoltà a contattare queste persone"

Il primo cittadino ne approfitta per rispondere alle critiche "strumentali": "Nonostante la confusione normativa generata dai D.P.C.M. giornalieri e i pochi mezzi e risorse a disposizione e per quanto mi compete, proseguo il mio lavoro col massimo impegno. Lo faccio da casa mia e quando serve dal Comune, rispettando e facendo rispettare le disposizioni previste dal D.P.C.M. 11/03/2020 del Governo.

Se qualcuno si aspettava un sindaco che sul suo destriero bianco armato di scudo e lancia o a bordo della sua navicella spaziale come un novello Luke Skywalker si opponesse con fermezza ed eroismo all’invasione del Coronavirus, mi dispiace averlo deluso. Il mondo reale parla di un nemico pericoloso e invisibile, da cui chi di competenza (Governo e Operatori sanitari) sta cercando di difenderci.

Di fronte a questo scenario, da uomo cerco di non cedere al panico, di tutelare i miei cari e assumere comportamenti coerenti con quanto ci viene consigliato. Da sindaco faccio quello che è in mio potere e cioè emanare provvedimenti amministrativi (ordinanze, decreti), informare i cittadini (senza violare la Privacy), disporre il funzionamento straordinario degli uffici comunali, ordinare la chiusura di servizi pubblici non indispensabili (Biblioteca, Centro Anziani, Museo, Ludoteca), segnalare e richiedere interventi alle forze dell’ordine, dialogare con i vertici dell’ASL e della Prefettura, ordinare interventi di sanificazione degli uffici pubblici (vedi ordinanza n. 10) e rispondere ai cittadini che mi contattano. Tutto a salvaguardia della salute e della sicurezza dei cittadini. Lavoro che, coerentemente con quanto fatto in questi 5 anni da sindaco, viene eseguito senza tanta enfasi comunicativa. Per qualcuno, questa è una colpa".

E prosegue: "In tempi di isolamento forzato per paura del contagio, infatti, i social sono diventati ancora più pervasivi. E un sindaco che non pubblica post in maniera compulsiva, viene vissuto come assente o peggio disinteressato. È incredibile, ma è il segno dei tempi. Purtroppo, l’inflazione informativa a cui siamo esposti in queste settimane più che mai (gli esperti la chiamano “infodemia”), sta raggiungendo i livelli dell’addiction tipica delle dipendenze patologiche. Più ne hai e più ne vuoi. Non è sapendo il nome di chi è risultato positivo (tra l’altro è vietato), o di chi ha avuto contatti diretti con il contagiato, o l’elenco degli individui che hanno avuto contatti indiretti con il contagiato e così via all’infinito, che smorzeremo le nostre paure ed eviteremo il contagio. Non è aggiornando i cittadini sulle conversazioni avute con il comandante dei Carabinieri o col dipartimento di Prevenzione, che il livello d’ansia diminuirà. Non è la notizia d’oro o l’ordinanza sindacale originale che ci salverà. Non saranno i post sull’amore universale pubblicati dal sindaco-guru ad infondere più fiducia nei cittadini. Supereremo questo momento difficile solo affidandoci alla Scienza, al Governo e, per chi crede, a Dio.

Costanzucci tranquillizza tutti: "L’ottimismo si farà strada nelle nostre menti solo quando cominceremo a veder scendere i numeri del “bollettino di guerra” che quotidianamente viene diffuso dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli. Vedremo la luce in fondo al tunnel quando potremo riprendere la nostra routine quotidiana e tornare ad essere comunità anche attraverso una semplice stretta di mano o un caffè preso a “mezzo metro” di distanza l’uno dall’altro. Ora l’unica cosa che dobbiamo continuare a fare per ridurre la diffusione del virus è sempre la stessa: restare a casa. A quelli che ignorano ancora queste prescrizioni, ci penseranno le forze dell’ordine, con le buone o con la forza. Coraggio, insieme ce la faremo.
 

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