Tre casi ma nessun focolaio. Sindaco di Ascoli chiama l'esercito: "Serve contro chi esce di casa, i veri untori"

Il primo cittadino fornisce un aggiornamento sui casi di positivi al Coronavirus: "Non c'è nessun focolaio, basta allarmismi e chiacchiericcio". Ma poi si scaglia contro i troppi cittadini in giro

Coronavirus ad Ascoli Satriano. Si sono registrati dei casi positivi, ma non c'è nessun focolaio. È il sindaco Vincenzo Sarcone a spiegare la situazione nel comune, e a stanare il "chiacchiericcio e gli inopportuni allarmismi". 

Si parte con la donna risultata positiva alcuni giorni fa, e mandata a casa in quanto asintomatica e perché "deve lasciare il posto a chi è in condizioni critiche. Ma resta in quarantena fino a nuova disposizione. Nessuno deve andare a farle visita, neppure i parenti più stretti". 

Sarcone spiega anche il caso di un ascolano che ha contratto il virus, ma in un altro comune. Il 3 marzo, infatti, era stato ricoverato presso l'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza per sottoporsi a un programmato intervento cardiaco. Nel suo reparto, però, si è presto diffusa la voce riguardante un medico contagiato, per la quale tutti i pazienti sono stati sottoposti a tampone. L'uomo è risultato anch'egli positivo, "ma il focolaio non è ad Ascoli. Ora il nostro concittadino resta ricoverato a San Giovanni e i suoi parenti in quarantena", precisa il sindaco. 

Stessa situazione per un altro uomo, la cui compagna di Stornarella è ricoverata per aver contratto il virus: "Anche lui è in quarantena, ma a Stornarella". Insomma, la situazione è tutto sommato sotto controllo, ma guai ad abbassare la guardia: "Il trend nella provincia di Foggia è in salita e il picco deve ancora essere raggiunto". Sarcone poi punta il dito contro i concittadini che continuano ad abbandonare le proprie abitazioni senza comprovati motivi: "Il tizio che apre il circolo o la signora che va dalla madre perché si scoccia a preparare da mangiare non sono gli unici a essere stati denunciati. Ad Ascoli stiamo ottenendo dei record, e siamo in molti a voler chiedere al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di mettere in discussione l'ipotesi di utilizzare i militari per effettuare i controlli e impedire la libera circolazione senza comprovati né necessari motivi". 

Tanti i casi registratisi nel comune: "C'è chi è stato trovato con il cane a distanze considerevoli dalla propria abitazione, c'è il figlio che va a pranzare dai genitori o i ragazzi che nel tardo pomeriggio si ritrovano sul rione Castello a fare chissà che cosa. Per non parlare delle giustificazioni surreali di chi viene fermato. Sono convinto che occorrano misure più stringenti e pene più severe per chi non resta a casa. 

Tutti gli italiani stanno facendo sforzi enormi - prosegue Sarcone - e non si può vanificare tutto per una minoranza che non ha ancora capito nulla. Si tratta di possibili untori, pericolosi, ed è necessario rigore. Sono sempre stato contrario all'utilizzazione dell'esercito, non siamo in dittatura, ma ora siamo in guerra e servono regole diverse. Le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro immane, con loro i componenti del C.o.c.".

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Il Comune si sta attivando anche per lo smaltimento dei rifiuti delle persone in quarantena: "Non è facile, ma stiamo organizzandoci per seguire una corretta procedura di smaltimento". Inoltre, si sta provvedendo anche alla fornitura di dispositivi di protezione per donne incinte, e per chi è maggiormente esposto al rischio contagio, come gli operatori della protezione civile, il personale addetto all'assistenza delle persone in quarantena o ancora le persone affette da patologie: "Saranno messi a disposizione, purché se ne faccia richiesta, mascherine, guanti, tuta protettiva con copricapo, guanti, occhiali e calzari, maschere di tipo ffp2 e ffp3. Ce la stiamo mettendo tutta perché siamo convinti che insieme ce la faremo. Il vostro apporto - conclude Sarcone - non è secondario. Se osservate le regole non aiutate chi si attiva a contrastare la pandemia, ma aiutate voi stessi a non ammalarvi". 

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