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Io, medico del Pronto Soccorso non sono un eroe ma vi chiedo di restare a casa: "Aiutateci a non contare le vittime"

Francesco Lapolla, medico del Pronto Soccorso di Manfredonia, invita tutti i cittadini a restare a casa. Perché, aggiunge, "ci aiuterete a non contare il numero delle vittime e a non dover scegliere chi curare e no, perché non siamo eroi".

 

Medici, infermieri e operatori socio-sanitari in trincea, in prima linea, ma "non chiamateci eroi". Francesco Lapolla, medico del Pronto Soccorso, da Manfredonia implora i cittadini a restare a casa, perché, spiega "il virus senza le nostre gambe non va da nessuna parte". 

Anche Francesco si è unito al messaggio dei suoi colleghi, quelli che in questi giorni, dal Nord al Sud, provano a far comprendere la gravità della situazione, il rischio che corriamo, tutti, se la curva dei contagi aumenterà: "Non siamo eroi, siamo persone normali con dei limiti e anche le strutture hanno dei limiti. Per questo dovete aiutarci a non sovraccaricare il sistema. E' importante restare a casa perché il virus senza le nostre gambie non va da nessuna parte".

Sui social, Francesco invita a non andare in giro in macchina con le mascherine: "Non servono a niente, quelle verdi servono solo per gli infetti, quelle con il filtro servono davvero a chi ne ha bisogno".

E ancora: "Non serve andare in giro a correre in questo momento, cosa ti cambia, vorrai morire più secco? Ad aprile, a maggio andrai a correre, ora ti stai a casa. Ora ci stiamo a casa. Prepara la pizza, facciamoci una torta".

Il medico foggiano entra nel merito del rischio contagio: "Se pensi di non avere sintomi e per questo ritieni di poter andare in giro, forse la parte peggiore del sistema, quello positivo e asintomatico"

Quindi, prosegue, "bisogna restare a casa". Perché, aggiunge, "ci aiuterete a non contare il numero delle vittime e a non dover scegliere chi curare e no, perché non siamo eroi".

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