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"Nostra sopravvivenza in discussione". Il disperato appello di Marco, foggiano affetto da distrofia: "Non lasciateci soli"

Chi si occupa delle persone non autosufficienti non ha mascherine, guanti e camici fondamentali in tempo di Coronavirus

 

"La nostra stessa sopravvivenza è messa in discussione. Io come molti altri ho bisogno di assistenza continua per svolgere le azioni di base della vita quotidiana. Azioni che per altri sono scontate, come mangiare e bere, andare in bagno e lavarsi. Vorrei evidenziare la situazione di enorme difficoltà che persone anziane e disabili stanno fronteggiando in questo momento. Situazioni critiche, che come al solito non rientrano nelle priorità dell'agenda politica".

Il video appello di Marco Rossetti, ragazzo foggiano affetto da distrofia, stringe il cuore. E non può lasciare indifferenti. Parla dalla sua carrozzina elettrica e indossa una maschera per la ventilazione. Non ci sono abbastanza dispositivi di protezione nemmeno per chi assiste persone non autosufficienti. Sono gli altri eroi silenziosi, che vanno avanti lo stesso. Non è possibile per assistenti e familiari mantenere la distanza di sicurezza.

"Per aiutarmi occorre per forza essere a stretto contatto con me, se chi mi assiste è contagioso ed è senza protezioni inevitabilmente infetterà anche me. Non me lo posso certo permettere - scrive Marco - Guardate quello che sta succedendo nelle residenze per anziani e disabili in giro per l'Italia: queste strutture stanno diventando trappole mortali, sarà un'ecatombe".

Marco lancia un messaggio forte e chiaro alle istituzioni affinché arrivino risposte rapide e concrete ai bisogni delle fasce più deboli, e inermi, della popolazione. "Purtroppo questi dispositivi, come mascherine, guanti e camici usa e getta sono introvabili al momento. Chiedo al governo, ai sindaci e ai responsabili delle aziende sanitarie territoriali di considerare prioritario anche per caregiver e assistenti che si occupano di persone non autosufficienti la fornitura di questi dispositivi e dunque organizzare la consegna anche a domicilio tramite la Protezione Civile, sull'esempio della regione Veneto. Occorre creare urgentemente un'anagrafe della fragilità. Le persone fragili e le loro famiglie hanno bisogno di aiuto per superare questa fase. Non lasciateci soli".

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