Cronaca

Covid, spiragli di luce in Italia ma un po' meno in Puglia: curva altalenante. 316 morti in un mese in Capitanata

In Italia ricoveri e positivi in calo, ma la Puglia è tra le quattro regioni in cui la percentuale di ricoverati in terapia intensiva, rispetto ai posti letto disponibili, è aumentata

Lasciando da parte per un po' i pennarelli e i ragionamenti un po' stucchevoli sulle colorazioni di regioni e province, è assai più interessante analizzare l'andamento dell'epidemia in Italia, e soprattutto nella regione Puglia. Secondo l'ultimo bollettino diramato dal Ministero della Salute, sono 14.842 i nuovi contagiati, un numero che continua a scendere, a fronte però di una riduzione anche dei tamponi processati (poco meno di 150mila). Ciò che però si evidenzia già da diversi giorni è il gap sempre più ampio tra i pazienti guariti (ieri 25.497) e i nuovi positivi. Un dato che si riverbera anche nei numeri dei ricoverati nelle terapie intensive (-37) e dei ricoveri totali (-443).

Da un'analisi del rapporto Covid-19 dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, pur essendo ancora molte le regioni con una percentuale alta di pazienti Covid nelle terapie intensive e nelle aree non critiche, in relazione ai posti disponibili, è evidente nella quasi totalità dei territori una sensibile riduzione dei ricoverati, rispetto alle scorse settimane. In cima alla graduatoria resta la Lombardia, con il 56% dei posti di terapia intensiva occupati rispetto a quelli disponibili, ma in netta flessione rispetto al 65% dello scorso 24 novembre. Situazione analoga per altre regioni, come l'Umbria dove si è registrato un calo di circa 17 punti percentuali. Uniche note dolenti, la provincia autonoma di Trento che fa registrare il 53% di posti occupati e la Puglia, che con il 43% è la sesta regione con il più alto numero di ricoverati. Una percentuale ancora troppo alta, malgrado da quattro giorni il dato delle terapie intensive sia in flessione (197 rispetto al picco di 227 registrato lo scorso 4 dicembre, ndr). Circoscrivendo ancora l'analisi alla sola regione Puglia, sono 1.605 i pazienti ricoverati nei vari reparti Covid: il rapporto tra pazienti Covid-19 ospedalizzati e il totale dei positivi è del 3.8% mentre il rapporto tra pazienti Covid-19 in terapia intensiva e il totale degli ospedalizzati è del 10.9%. 

Percentuali pazienti ricoverati in terapia intensiva rispetto ai posti letto disponibili-2

Se la situazione dei ricoverati, al netto delle succitate eccezioni, lascia intravedere spiragli di luce, in Puglia non si è ancora registrata l'auspicata inversione di tendenza per quanto riguarda il numero di casi giornalieri. Prendendo in esame, a partire da ieri, dei periodi di 10 giorni, l'incidenza percentuale dei casi registrati rispetto ai tamponi processati è ancora in ascesa. Nel periodo che va dal 29 novembre all'8 dicembre, su 81.061 tamponi sono stati registrati 13.854 casi, con una incidenza del 17,09%. Il minimo registrato resta lo 0,02% del periodo 22 giugno-1 luglio. 

A livello provinciale, resta la Capitanata in cima alla classifica per l'incidenza cumulata per 10mila abitanti, attestatasi a 240,4, davanti alla provincia di Bari (205,0) e alla Bat (191,1). La provincia di Foggia, che è a un passo dai 15mila contagi totali accertati dall'inizio dell'emergenza, continua a far registrare un numero altissimo di decessi: 101 negli ultimi dieci giorni, ben 316 nell'ultimo mese. Il dato diventa ancora più impressionante se comparato ai tre mesi precedenti. Rispetto al periodo che va dal 10 ottobre all'8 novembre, il numero dei casi si è raddoppiato, con oltre il triplo dei morti. L'andamento ondivago dei contagi giornalieri non consente per ora di certificare un oggettivo abbassamento della curva. Il picco di contagi nel Foggiano, a oggi, è stato raggiunto il 1° dicembre scorso, quando i nuovi positivi accertati furono 567. Nei successivi sette giorni sono stati registrati altri 1.803 casi con una media giornaliera di oltre 257 nuovi positivi. Ancora troppi. 

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