Coronavirus, si svuota la terapia intensiva in Puglia: contagi e ricoveri in calo. Decisive le prossime settimane

Soltanto 11 persone in terapia intensiva, che si aggiungono ai 140 pazienti ricoverati con sintomi. Negli ultimi dieci giorni i casi in Puglia sono diminuiti malgrado siano stati effettuati più test

Coronavirus in Puglia: come si è evoluta la situazione nelle ultime settimane? A quasi un mese dall’inizio della fase 2, a oltre 2 settimane dalle prime riaperture, è possibile farsi un’idea. Bandito ogni bilancio definitivo, né sarebbe il caso di azzardare conclusioni pesanti come quelle del prof. Zangrillo. Ma è innegabile che il virus abbia rallentato sensibilmente la propria corsa. Lo dice il numero dei contagi sempre inferiore, lo dice il crollo dei ricoverati (con sintomi e in terapia intensiva), degli attualmente positivi, e anche quello dei decessi.

Ma andiamo con ordine: dall’inizio dell’emergenza, in Puglia sono stati accertati 4498 casi, 1486 dei quali nella provincia di Bari. In Capitanata se ne sono registrati 1156, nella Bat 380, nella provincia di Brindisi 651, nel Leccese 515 e in provincia di Taranto 281. Infine, sono 29 i casi attribuiti a residenti fuori regione. Già analizzando l’andamento degli ultimi giorni, si evidenzia un rallentamento in alcune province: la Bat e quella di Taranto su tutte. Per la provincia più giovane della Puglia – considerando anche che alcuni contagi sono stati cancellati dal database – negli ultimi trenta giorni si è registrato solo un caso: dai 379 del 3 maggio scorso, si è arrivati ai 380 attuali. Anche a Taranto l’azzeramento dei contagi sembra prossimo (solo tre casi negli ultimi dieci giorni). Situazione analoga nella provincia di Lecce (18 casi nell’ultimo mese e quota zero negli ultimi quattro giorni).

E veniamo alla Capitanata: malgrado l’incidenza cumulata per 10mila abitanti ne faccia la provincia con più casi di tutta la Puglia (18,6), la curva nella provincia di Foggia si è abbassata notevolmente. Basta analizzare la media giornaliera, confrontando determinati periodi (ognuno di dieci giorni) dal 4 marzo al 1° giugno. Il numero dei contagi è cominciato a scendere dopo il periodo 24 marzo-2 aprile, quando si registrarono ben 276 casi. Da allora la media giornaliera è progressivamente calata fino all’1,8 del periodo che va dal 13 al 22 maggio. Negli ultimi dieci giorni si è registrato un piccolo aumento (2,1 di media), ma è un dato ‘drogato’ dal piccolo focolaio registratosi a Torremaggiore. Infatti, nell’ultima decade, per ben cinque volte la Daunia ha fatto registrare lo zero nella casella dei nuovi casi, due volte un solo caso, una volta due casi. Anche il dato dei decessi (143 in Capitanata e 506 in Puglia) autorizza pensieri ottimistici (sei negli ultimi venti giorni).

Discorso analogo allargando l’analisi all’intero territorio regionale. Perché il numero dei contagi si è ridotto malgrado nell’ultima decade siano stati effettuati più tamponi. Dai 403 casi su 16958 tamponi registrati tra il 23 aprile e 2 maggio, si è passati ai soli 68 nuovi contagi su 19912 test effettuati negli ultimi dieci giorni, con una incidenza percentuale che è passata dal 2,38% allo 0,34%.

Capitolo terapia intensiva: i tempi dei sovraffollamenti sono, per fortuna, lontani. A oggi risultano ricoverate solo 11 persone, che sommate alle 140 ricoverate con sintomi, porta il numero complessivo dei pazienti ricoverati a 151, ben 629 in meno rispetto ai 780 registrati il 4 aprile (massimo mai raggiunto).

Al calo dei ricoveri, corrisponde anche un abbassamento del numero delle persone in isolamento domiciliare (prossime a scendere sotto quota mille) e dei positivi: negli ultimi 29 giorni il numero degli attualmente positivi è sceso di 1800 unità. Continua a salire a velocità sostenuta il dato dei guariti, giunti ora a 2837.

Non resta che attendere gli sviluppi delle prossime settimane, che diranno se – al netto degli episodi di assembramento – i foggiani e i pugliesi si sono comportati bene e se il virus, nonostante il graduale ritorno alla normalità, ha davvero perso la sua carica. In ogni caso, comportarsi in maniera responsabile e tenere alta la guardia, resta sempre la scelta migliore.

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