Lidi e pizzerie nel mirino delle fiamme gialle: scoperti 113 lavoratori irregolari

Nel mese di luglio controllate 64 aziende. Nei confronti di una pizzeria, due lidi balneari e un ristorante, che impiegavano più del 20% della manodopera irregolare, oltre alla maxi sanzione prevista, è stata proposta la sospensione dell’attività

Immagine di repertorio

Stretta della Guardia di Finanza in materia di contrasto al fenomeno del lavoro nero. I militari del comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, infatti, nei giorni scorsi hanno eseguito specifici interventi a contrasto del lavoro sommerso, dell’evasione contributiva, previdenziale ed assistenziale.

In particolare - parallelamente all’operazione “Sangue verde”, indirizzata a contrastare lo specifico fenomeno nel settore dell’agricoltura - sono stati avviati ulteriori controlli nei confronti di altre categorie economiche a rischio nel periodo estivo: bar, ristoranti, pizzerie, lidi balneari e strutture ricettive.

L’operazione ha consentito di individuare 88 lavoratori completamente “in nero”, dei quali 11 stranieri, e 25 irregolari. Nei confronti di una pizzeria, due lidi balneari e un ristorante, che impiegavano più del 20% della manodopera irregolare, oltre alla maxi sanzione prevista, è stata proposta la sospensione dell’attività. Nel complesso, nel mese di luglio sono state controllate 64 aziende e scoperti 113 lavoratori in nero o irregolari.

I casi più significativi: in due lidi balneari di Margherita di Savoia è stata accertata la presenza complessiva di 16 lavoratori dei quali 14 sono risultati completamente “in nero”; in una pizzeria di Foggia in cui sono stati trovati due lavoratori in nero su quattro, il titolare ha cercato di regolarizzare la loro posizione durante l’esecuzione del controllo tramite l’utilizzo di “voucher” attivati 10 minuti dopo l’accesso dei finanzieri.

Il sommerso da lavoro è una forma di illegalità assai insidiosa perché, oltre a causare pesanti ricadute sul gettito erariale, danneggia le aziende che operano nella legalità costrette a fronteggiare la concorrenza sleale degli operatori che abbattono illegalmente, in maniera significativa, i costi di gestione legati al personale.

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Gli effetti negativi si ripercuotono soprattutto sul lavoratore che, oltre a non avere certezza sulla stabilità del rapporto d’impiego, vede, nella maggior parte dei casi, lesi i propri diritti anche in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Su disposizione del comandante provinciale, i servizi proseguiranno nelle prossime settimane in corrispondenza del periodo di maggiore afflusso turistico nella provincia dauna.

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