Cronaca

Taglieggiarono imprenditori, che però si ribellarono al pizzo: condannati

Si tratta di Emilio D’Amato, Marco Romano, Michele Calabrice e Rodolfo Bruno, arrestati dalla squadra mobile di Foggia il 25 novembre del 2014

All’alba del 25 novembre 2014 gli agenti della questura di Foggia eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Emilio D’Amato, Marco Romano, Michele Calabrice e Rodolfo Bruno - ritenuti affiliati alla batteria criminale Moretti-Pellegrino-Lanza – con l’accusa di tentata estorsione in corso. I quattro soggetti – infatti – furono denunciati da tre imprenditori ai quali avanzarono pesanti richieste di denaro – dai 2500 euro al mese a un imprenditore edile, ai 50mila euro più 500 mensili a un commerciante, fino ai 100mila euro chiesti a un imprenditore agricolo della provincia.

Dieci mesi dopo il Gup ha condannato Rodolfo Bruno (erano stati chiesti sei anni) ed Emilio D’Amato (pena ridotta di un anno), di 36 e 42 anni, a quattro anni e quattro mesi di reclusione. Marco Romano – ritenuto estraneo a una delle tre tentate estorsioni – è stato condannato a tre anni e sei mesi (a fronte di una richiesta iniziale di 5 anni e 4 mesi). Due anni e sei mesi a Michele Calabrice (quattro mesi in men rispetto alla richiesta iniziale), anch’egli ritenuto estraneo a uno dei tre casi.

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