Società Foggiana condannata a 35 anni e 6 mesi di carcere: ‘Rodolfo’ incastra i vertici dei clan

I giudici del Tribunale di Foggia hanno inflitto, nel complesso, condanne per 35 anni e 6 mesi, suddivisa in pene da 2 a 8 anni di reclusione per ogni imputato 

Immagine di repertorio

Estorsione sotto forma di tangente o assunzione obbligata, condannati cinque (più uno, con altra accusa) esponenti di spicco delle batterie Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza coinvolti nel blitz ‘Rodolfo’.

I giudici del Tribunale di Foggia hanno inflitto, nel complesso, condanne per 35 anni e 6 mesi, suddivisa in pene da 2 a 8 anni di reclusione per ogni imputato. Come riporta La Gazzetta di Capitanata dell’edizione odierna, è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione il 42enne Antonello Francavilla, e 5 anni e 6 mesi alla sorella Leonarda ‘Dina’ Francavilla, di 5 anni più giovane e 7 anni e 6 mesi per il marito di quest’ultima, il pari età Mario Lanza.

Ancora, condannato a 5 anni e 6 mesi, il 66enne Vito Bruno Lanza, detto “U’ lepre”, considerato tra i capi del clan Moretti/Pellegrino/Lanza e 6 anni e 6 mesi a Leonardo Lanza, 39 anni, figlio di Vito Bruno. Padre e figlio sono attualmente detenuti in seguito del blitz ‘DecimAzione’. Infine inflitti 2 anni a Marco Matteo Piserchia, 44 anni, estraneo al filone estorsivo dell’inchiesta

Più precisamente, Antonello Francavilla risponde del concorso nell’estorsione con rate mensili di 3mila euro ai danni di un imprenditore (ma è stato assolto dall’analoga accusa di concorso in un ulteriore taglieggio alla stessa vittima del maggio-giugno 2014), mentre i coniugi Francavilla e Lanza avrebbero costretto un imprenditore ad assumere la donna presso una azienda, dalla quale incassava lo stipendio senza lavorare.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Vito Bruno Lanza risponde del concorso in estorsione ai danni di un imprenditore (il denaro serviva per coprire le spese legali di un figlio detenuto), mentre il figlio Leonardo è accusato di estorsione per aver imposto agli imprenditori una assunzione coatta. Per Piserchia, invece, l’accusa è di concorso con Emiliano Francavilla (fratello di Antonello) di aver forzato le norme in materia di misure di prevenzione patrimoniale, facendo da prestanome per quest’ultimo circa un terreno edificabile.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Terribile incidente stradale sulla A14 nel Foggiano: morto intrappolato tra le fiamme il conducente di un camion

  • Tragedia alle porte di Foggia: violento schianto contro il muro di una villa, muore 50enne di Orsara

  • Tragedia sfiorata in mare: madre e figlio rischiano di annegare, militare si lancia in acqua e li salva

  • Il tuffo in mare, il malore e la morte: annega a Vieste Rossano Cochis, braccio destro di Vallanzasca detto 'Nanu'

  • Incidente sulla Statale 16, scontro frontale tra due auto: cinque feriti

  • Morsa da un rettile mentre è al lavoro nei campi. Corsa in ospedale per una giovane bracciante: "Era sopraffatta dal dolore"

Torna su
FoggiaToday è in caricamento