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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Società Foggiana condannata a 35 anni e 6 mesi di carcere: ‘Rodolfo’ incastra i vertici dei clan

I giudici del Tribunale di Foggia hanno inflitto, nel complesso, condanne per 35 anni e 6 mesi, suddivisa in pene da 2 a 8 anni di reclusione per ogni imputato 

Estorsione sotto forma di tangente o assunzione obbligata, condannati cinque (più uno, con altra accusa) esponenti di spicco delle batterie Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza coinvolti nel blitz ‘Rodolfo’.

I giudici del Tribunale di Foggia hanno inflitto, nel complesso, condanne per 35 anni e 6 mesi, suddivisa in pene da 2 a 8 anni di reclusione per ogni imputato. Come riporta La Gazzetta di Capitanata dell’edizione odierna, è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione il 42enne Antonello Francavilla, e 5 anni e 6 mesi alla sorella Leonarda ‘Dina’ Francavilla, di 5 anni più giovane e 7 anni e 6 mesi per il marito di quest’ultima, il pari età Mario Lanza.

Ancora, condannato a 5 anni e 6 mesi, il 66enne Vito Bruno Lanza, detto “U’ lepre”, considerato tra i capi del clan Moretti/Pellegrino/Lanza e 6 anni e 6 mesi a Leonardo Lanza, 39 anni, figlio di Vito Bruno. Padre e figlio sono attualmente detenuti in seguito del blitz ‘DecimAzione’. Infine inflitti 2 anni a Marco Matteo Piserchia, 44 anni, estraneo al filone estorsivo dell’inchiesta

Più precisamente, Antonello Francavilla risponde del concorso nell’estorsione con rate mensili di 3mila euro ai danni di un imprenditore (ma è stato assolto dall’analoga accusa di concorso in un ulteriore taglieggio alla stessa vittima del maggio-giugno 2014), mentre i coniugi Francavilla e Lanza avrebbero costretto un imprenditore ad assumere la donna presso una azienda, dalla quale incassava lo stipendio senza lavorare.

Vito Bruno Lanza risponde del concorso in estorsione ai danni di un imprenditore (il denaro serviva per coprire le spese legali di un figlio detenuto), mentre il figlio Leonardo è accusato di estorsione per aver imposto agli imprenditori una assunzione coatta. Per Piserchia, invece, l’accusa è di concorso con Emiliano Francavilla (fratello di Antonello) di aver forzato le norme in materia di misure di prevenzione patrimoniale, facendo da prestanome per quest’ultimo circa un terreno edificabile.

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