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Cronaca

Processo 'Rodolfo', clan alla sbarra per estorsione: chieste 6 condanne per oltre 35 anni di carcere

Pene oscillanti dai 2 agli 8 anni. Gli avvocati difensori chiederanno assoluzioni per i loro assistiti e, in subordine, l’esclusione dell’aggravante della mafiosità

Sei condanne, per complessivi 35 anni e 8 mesi di reclusione, con pene che vanno dai 2 agli 8 anni. E’ quanto chiesto dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Lidia Giorgio, nel processo ‘Rodolfo’ contro i clan foggiani, che vede alla sbarra sei persone accusate, a vario titolo, di estorsione e violazione delle norme in materia di misura e prevenzione patrimoniale, aggravate dalla mafiosità.

Come riporta “La Gazzetta del Mezzogiorno” nell’edizione odierna, vittima dei clan era un imprenditore agricolo locale, taglieggiato sia dai Sinesi-Francavilla che dai Moretti-Pellegrino-Lanza, i clan della Società Foggiana, da sempre in aperta rivalità. Dal 2008 al 2015, l'imprenditore avrebbe pagato il pizzo ai clan, con tangenti mensili oscillanti dai 1000 ai 3000 euro al mese, arrivando perfino ad assumere persone indicate dai boss.

Per la vicenda, il pm ha chiesto 8 anni per Antonello Francavilla (per il concorso in due estorsioni), 4 anni e 8 mesi per la sorella Leonarda (imputata per il concorso in una estorsione) e 7 anni per il marito Mario Lanza, suo coimputato. Chiesti, ancora, 7 anni per Vito Bruno Lanza e per il figlio Leonardo (entrambi detenuti per 'DecimAzione') e 2 anni per Marco Matteo Piserchia che risponde per la sola vicenda relativa alle norme, eluse, in materia di prevenzione patrimoniale. Gli avvocati difensori degli imputati chiederanno assoluzioni per i loro assistiti e, in subordine, l’esclusione dell’aggravante della mafiosità.

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