Assalto milionario al caveau: otto condanne e un'assoluzione, 12 anni alla mente del colpo e noto criminale di Cerignola

12 anni al cerignolano Alessandro Morra, ritenuto l'organizzatore del colpo al caveau della Sicurtransport di Catanzaro del 4 dicembre 2016

Otto condanne e una sola assoluzione per il commando paramilitare che il 4 dicembre del 2016, ha assaltato il caveau dell’Istituto di Vigilanza 'Sicurtransport' di Catanzaro riuscendo a portar via più di 8 milioni di euro. 

Quella sera circa 20 soggetti, armati pesantemente, avevano bloccato le vie d’accesso alla zona industriale di Catanzaro dove è sito il caveau utilizzando come sbarramento autovetture e mezzi pesanti, tutti provento di furto, che avevano incendiato al fine di ostacolare un tempestivo intervento delle forze di polizia, cospargendo anche le strade di chiodi; il “commando” aveva utilizzato inoltre sofisticate apparecchiature tipo “jammer” per inibire le conversazioni telefoniche e si era impossesato del denaro,  dopo essere riuscito a penetrare all’interno del caveau utilizzando un grosso escavatore munito di punta demolitrice per effettuare la “spaccata”.

Dopo gli arresti dell'aprile 2018, al termine del processo con rito abbreviato per nove dei 12 indagati, è arrivata la sentenza del gup del Tribunale di Catanzaro, Claudio Paris: 12 anni per il cerignolano Alessandro Morra, 10 anni e otto mesi per Carmine Fratepietro, Matteo Ladogana, Pasquale Pazienza e Leonardo Passalacqua. Due anni con sospesione della pena sono stati inflitti ad una collaboratrice di giustizia mentre Mario Mancino è stato assolto per non aver commesso il fatto. Pene più severe per Giovanni Passalacqua e Dante Mannollo, 14 anni a testa.

Morra e Pazienza, di cui il primo ritenuto il capo del gruppo criminale cerignolano nonché il maggior organizzatore del colpo, erano stati catturati nell'agosto dello stesso anno dopo esser sfuggiti alla cattura nel blitz del 20 aprile 2018, quando la polizia, a seguito di una articolata e meticolosa indagine effettuata dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre Mobili di Catanzaro e Foggia, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri, aveva eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, tra la Calabria e la Puglia, nei confronti di diverse persone ritenute responsabili della rapina al caveau dell’Istituto di Vigilanza, Trasporto e Custodia Valori Sicurtransport sito in località Profeta – Caraffa di Catanzaro, nonché del possesso e della detenzione di armi e munizioni da guerra e dei reati di furto e ricettazione dei veicoli utilizzati per la rapina. Ai fermati era stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

Utile alle indagini si è rivelata la testimonianza di una collaboratrice di giustizia legata sentimentalmente ad uno degli organizzatori del colpo, che aveva fornito agli investigatori dichiarazioni su fatti e circostanze relativi al suo compagno ed al ruolo primario da costui svolto nella vicenda.  Le sue dichiarazioni hanno consentito inoltre di ottenere conferme sulla presenza di un basista, all’interno dell’Istituto di Vigilanza Sicurtransport, che si era incontrato con uno degli organizzatori e gli aveva fornito un video dell’interno del caveau finalizzato all’individuazione del punto in cui effettuare “la spaccata” che avrebbe consentito poi l’esecuzione del colpo

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