Infermiere condannato, "ma quale violenza sessuale, la verità verrà a galla". Mangiacotti ai colleghi: "Dove eravate?"

Giuseppe Mangiacotti, segretario provinciale della Fials, difende l'infermiere condannato a quattro anni di reclusione per violenza sessuale su una paziente: "Crediamo nella tua innocenza, saremo sempre al tuo fianco"

Casa Sollievo della Sofferenza

Giuseppe Mangiacotti, infermiere ed ex candidato sindaco di San Giovanni Rotondo, nelle vesti di segretario provinciale della Fials, con un video su Facebook si esprime in merito alla condanna di Antonio Di Maggio, il collega di lavoro accusato di violenza sessuale su una paziente e condannato a quattro anni di reclusione con sentenza di primo grado emessa dal gup del Tribunale di Foggia Carlo Protano, al termine del processo con rito abbreviato. 

"Il mio assistito si è limitato ad espletare quanto previsto in caso di occlusione intestinale mediante clisteri evacuativa. Manovre che, però, l'accusa classifica come violenza sessuale, aggravata per lo stato di subordinazione della vittima" ha spiegato a FoggiaToday l'avvocato difensore Angelo Pio Gaggiano.

Questo il giudizio di Mangiacotti: "Un carissimo amico dalla moralità elevata, professionalmente ineccepibile, padre e marito esemplare che ha avuto la sfortuna di essere condannato secondo me da un caso di mala giustizia così come ha anche asserito l'avvocato penalista che lo ha difesto" (leggi qui).

Il segretario provinciale della Fials ne ha per tutti: infermieri e Casa Sollievo della Sofferenza: "La cosa di cui sono rammaricato è che da quando è successo l'episodio nessuno gli è stato vicini tranne l'organizzazione sindacale che rappresento, il sottoscritto, miei colleghi e l'avvocato Luciana Raffaela che lo ha difeso dal punto di vista del lavoro. La cosa che più mi fa rabbia è sapere che tanti colleghi che sapevano con chi avevamo a che fare lo hanno abbandonato invece di dargli una mano"

Mangiacotti accusa anche l'ospedale: "Aveva il dovere di intervenire e di provare a cercare il contradditorio, invece come Ponzio Pilato se ne è lavato le mani, ha provveduto a fare una sospensione cautelativa e poi lo ha sospeso attraverso il procedimento disciplinare fino al licenziamento"

Il rappresentante della Fials in Capitanata aggiunge: "Noi crediamo fermamente nella sua innocenza, mai crediamo alla sua colpevolezza, siamo convinti che è innocente e cercheremo in tutti i modi di aiutarlo". Per Mangiacotti, l'infermiere 59enne "è vittima di un qualcosa che non ha funzionato, tanti colleghi che potevano testimoniare hanno avuto paura e si sono rifiutati"

Il segretario incalza: "Una cosa scandalosa è assistere in questi giorni a taluni colleghi che paventano vicinanza, solidarietà ed altro. Ma dove eravate quando Antonio aveva bisogno? Nessuno che poteva ha scritto due righe di solidarietà"

Mangiacotti conclude: "Non sarai abbandonato da noi, ti vogliamo bene e sicuramente la verità verrà a galla"

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