Cronaca Mattinata

58enne condannato per usura ed estorsione: i fatti nel 1997, vittima già deceduta

Ci sono voluti circa sedici anni per ottenere ragione, ma la vedova dell'imprenditore di Mattinata ha espresso tutta la sua soddisfazione

Comunicato stampa dell’avvocato Giulio Treggiari

“Il 9 maggio la Suprema Corte di Cassazione Sezione II Penale, Pres. Dr. Ciro Petti, ha definitivamente condannato Azzarone Santo Cesare di Mattinata alla pena di 7 anni di reclusione e multa per i reati di usura aggravata, estorsione e tentativo di estorsione in danno dell’imprenditore Prencipe Michele Rosario. L’azione penale nei confronti di Azzarone è stata fortemente sostenuta dalla vedova dell’imprenditore deceduto prima del giudizio di primo grado, assistita dall’avvocato Giulio Treggiari. I fatti risalgono al lontano 1997.

Condannato in primo grado, l’uomo classe 1955 era stato assolto dalla Corte di Appello di Bari ma la Suprema Corte di Cassazione, su ricorso del Procuratore Generale di Bari e della parte civile, aveva annullato la sentenza con rinvio. Celebratosi un nuovo giudizio di appello, l’Azzarone era stato condannato, ma, proposto ricorso, la Corte di Cassazione aveva annullato per un vizio procedurale, rinviando nuovamente alla Corte di Appello di Bari che, con sentenza del 12 settembre 2012, aveva confermato la sentenza di condanna a 7 anni di reclusione.

L’Azzarone aveva proposto un nuovo ricorso che il 9 maggio la Corte di Cassazione ha respinto rendendo definitiva ed esecutiva la condanna a sette anni di reclusione. Ci sono voluti circa sedici anni per ottenere ragione, ma la vedova di Prencipe ha espresso tutta la sua soddisfazione”.

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