Cronaca Monte Sant'Angelo

Ucciso a 22 anni "perché urinava in strada". Condannato a 10 anni e 6 mesi l'assassino. La madre: "Felice non ha avuto giustizia"

Le motivazioni della sentenza saranno disponibili tra 30 giorni. L'avv. Innocenza Starace: “Riteniamo sia una pena congrua alla luce della scelta dell'imputato del rito abbreviato, che sappiamo garantire lo sconto di un terzo della pena”. In aula, anche la madre di Felice, Ermelinda Santoro: “In cuor mio, so di aver fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità”

Felice Fischetti

Condannato a 10 anni e 6 mesi l'uomo accusato dell'omicidio di Felice Fischetti, a Monte Sant'Angelo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso promosso dall’avvocato Ettore Censano in favore di Antonio Luciano Rinaldi.

L'uomo, di Monte Sant’Angelo, è stato accusato dell’omicidio del giovane Felice Fischetti, 22 anni, ferito a morte con una coltellata, la sera del 16 luglio di quattro anni fa.

I giudici della Cassazione hanno respinto i temi trattati nel ricorso presentato dall’imputato (tra cui l’ipotesi della legittima difesa e l’eccezione sull’aggravante dei futili motivi) e hanno confermato la condanna per l’uomo a 10 anni e 6 mesi di reclusione, confermando quanto già definito dalla Corte d'Assise e dalla Corte d'Appello. “E’ finita”, spiegano gli avvocati Innocenza e Giovanni Battista Starace, patroni di parte di civile che stigmatizzano "comportamento processuale dell’imputato, che non ha mai mostrato segni di pentimento”.

Per l’accusa, l’uomo avrebbe agito perché convinto che il giovane stesse urinando sull’uscio della sua abitazione. Ipotesi questa che non ha trovato conferma nel corso del dibattimento: "Abbiamo dimostrato, anche attraverso alcune testimonianze, che la vittime era lì di passaggio, nel tragitto per recuperare l'autovettura parcheggiata poco oltre", aggiunge Starace. Felice morì due giorni dopo, in ospedale, in seguito alle conseguenze di quella ferita, un altro ragazzo ne rimase ferito.

Le motivazioni della sentenza saranno disponibili tra 30 giorni. In riferimento alla condanna, prosegue l'avvocatezza: “Riteniamo sia una pena congrua alla luce della scelta dell'imputato del rito abbreviato, che sappiamo garantire lo sconto di un terzo della pena”. In aula, accanto ai legali, è stata sempre presente la madre di Felice, Ermelinda Santoro. “Ha affrontato tutto con un coraggio incredibile e sofferenza palpabile. Lei è una donna di una forza d’animo incredibile e, seppure tra le lacrime, ha saputo fronteggiare anche quest’ultima prova”. A FoggiaToday il commento amaro della donna: “E' finita, però mio figlio non ha avuto giustizia. In cuor mio, so di aver fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità. Nessuna sentenza, nemmeno questa, mi potrà dare mai conforto”.

Ili giorno della lettura del dispositivo, la donna aveva affidato le sue emozioni in una lettera pubblica: "Oggi la tua storia finirà solamente per la giustizia, se veramente per lui si apriranno le porte del carcere. Ma non per me, perché io quell’addio non te lo riuscirò mai a dire. Ognuno continuerà a vedere quella che sembro, ma nessuno più saprà quella che sono. Il dolore ti cambia ma non ti rende forte. Io spero almeno che tu, nell’attesa di incontrarci, sei felice".

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