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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Lavoratrice vince la sua battaglia contro la Cosmopol

Lo ha deciso il tribunale di Foggia, Vittoria della Filcams Cgil di Foggia, che aveva denunciato il caso

Il tribunale di Foggia ha condannato l?istituto di vigilanza Cosmopol per la vicenda relativa ad ?atteggiamenti persecutori? e ?condotte arbitrarie e di puro stampo padronale? riservati ad una lavoratrice e delegata sindacale che aveva denunciato il mancato rispetto dei contratti, venendo anche trasferita in altra città e costretta a turni di notte, nonostante il diritto alla legge 104. A darne notizia è la segreteria provinciale della Filcams Cgil di Foggia, che aveva denunciato il caso (qui i dettagli). ?Siamo soddisfatti per la decisione della sezione Lavoro del Tribunale di Foggia, che ha condannato la Cosmopol a seguito del ricorso ex articolo 700 presentato da una dipendente e delegata sindacale che aveva denunciato il mancato rispetto del contratto di lavoro e atteggiamenti persecutori da parte dell?azienda".

La vicenda era stata denunciata dalla categoria della Cgil a luglio dello scorso anno. ?Avevamo dapprima segnalato - ricostruisce la vicenda la segretaria generale della Filcams di Capitanata, Angela Villani - come una delle più grandi realtà che opera nel settore della vigilanza privata, quella con il più alto numero di appalti sul territorio, palesasse carenze organizzative su fornitura di vestiario e dispositivi di protezione, fino a costringere i lavoratori a turni di 12-16 ore, in violazione delle norme, fino a dichiarazioni sessiste e discriminatorie nei confronti della nostra delegata?.

Dopo questa denuncia e la dichiarazione dello stato di agitazione del personale, ?non solo la Cosmopol non è intervenuta sui turni ma ha pensato bene di vendicarsi nei confronti della nostra delegata?. La donna, madre di quattro bambini piccoli, uno con disabilità che le dà diritto a usufruire della legge 104, ?veniva spostata su Cerignola, impiegata anche per turni di notte. Il tutto sempre in violazione delle norme e palesando una condotta anti sindacale. Avevamo promesso che avremmo fatto valere i diritti della lavoratrice in ogni sede e finalmente è arrivata la sentenza del giudice del lavoro?. Che ha ordinato la nullità del provvedimento di trasferimento della lavoratrice, con successivo risarcimento del danno, condannando inoltre l?azienda al pagamento delle spese e degli onorari della procedura?.

?Resa lo stupore e l?indignazione - conclude Villani - per condotte arbitrarie e di puro stampo padronale che credevamo appartenessero ad altri tempi e non fossero patrimonio di una grande realtà imprenditoriale, che tra l?altro opera con concessioni prefettizie e con appalti di enti pubblici. Un procedere in violazione delle norme che ha tolto serenità a una lavoratrice e che intendeva colpire le prerogative sindacali nell?atto di denuncia di carenze organizzative. Non è questo il modo in cui si costruiscono relazioni industriali o si contribuisce alla crescita del territorio?.

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