Foggia, condannato l’aguzzino di quattro bambini: nove anni di carcere a Soltani

Sentenza nel giorno della Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo. Maltrattamenti al limite della tortura quelli Belhassen Soltani. La soddisfazione degli avvocati Massimiliano Arena e Luigi Treggiari

Immagine da video

Hanno avuto giustizia. L’hanno avuta ieri, giovedì 20 novembre, giorno del venticinquesimo anniversario della Convenzione di New York sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, nel giorno in cui si sarebbe dovuto celebrare un Fantaprocesso dei bambini di Foggia sulle responsabilità del mondo degli adulti. Quattro bambini residenti in un piccolo centro del basso Tavoliere, per anni, sono stati maltrattati al limite della tortura.

Ieri, il Tribunale di Foggia ha condannato il loro aguzzino, Belhassen Soltani, a 9 anni in carcere. Il Pubblico Ministero aveva chiesto una pena più dura. Il Gup Elena Carusillo aveva precedentemente ammesso il rito abbreviato, per cui Belhassen Soltani ha beneficiato di uno sconto di pena. Il tutore dei quattro bambini, l’avvocato Massimiliano Arena, è contento a metà: “Non certo per la pena in sé, infatti immaginavo che con l’ammissione al rito abbreviato la pena si sarebbe attestata sui dieci anni. Vinta questa battaglia giudiziaria, grazie all’amico e collega Luigi Treggiari, cui ho ritenuto a ragione di affidare la mia costituzione di parte civile, ora devo dedicarmi, con l’aiuto dei sempre preziosi giudici minorili, a trovare un futuro meraviglioso ai quattro bambini. E’ significativa e simbolica la coincidenza tra la sentenza di condanna e il 25° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritto del fanciullo”.

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Accorate e vibranti le prime parole dell’avvocato Luigi Treggiari: “Ammetto di aver fatto fatica a trattenere le lacrime durante la mia arringa finale e la lettura del dispositivo. Non potevo fare a meno di pensare ai miei figli. Avrei sperato in una pena più aspra e se ci sarà appello tornerò in aula ancora più carico. Faccio solo riflettere che se l’Italia avesse già introdotto il reato di tortura certamente avrei chiesto di rubricare questi fatti in tale fattispecie”.

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