Cronaca

Condannato avvocato del Foro di Foggia: falsificava gli atti e avviava falsi iter giudiziari per ingannare i suoi clienti

Dopo un iter processuale, durato 4 anni, il giudice del Tribunale di Lecce ha condannato, in primo grado, l'avvocato foggiano Ugo Marciello: fu smascherato da 'Le Iene', poi incastrato dalla guardia di finanza

Denunciato nel 2013 per falso e truffa ai danni di due sue clienti, il Tribunale di Lecce ha condannato alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali l'avvocato foggiano Ugo Marciello, interdetto dalla professione per 2 anni.

La vicenda -  nota alla cronaca anche grazie alla trasmissione 'Le Iene' che, con il giornalista Giulio Golia, aveva indagato sulla condotta dell’avvocato evidenziandone la gravità  - vede coinvolte non solo le sorelle Sebastiano, sue clienti che per prime hanno sporto denuncia, ma anche avvocati, tra cui l’avvocato Stefano Scillitani costituitosi parte civile, e giudici del Tribunale foggiano vittime delle falsificazioni dell’avvocato Marciello.

Ad accendere i riflettori sul caso fu la guardia di finanza: Marciello - si legge in un comunicato stampa delle fiamme gialle del 2015 - “modificava atti di ricorsi realmente esistenti (decreti ingiuntivi e/o richieste di sequestro redatti da altri colleghi) presentandoli, successivamente, al personale degli uffici giudiziari competenti che, inconsapevolmente, li notificava ai clienti del suo studio legale. Avviava di fatto un iter giudiziario, in realtà inesistente, convincendo i suoi assistiti a conferirgli il mandato per impugnare i provvedimenti da lui stesso artificiosamente realizzati. Successivamente creava ulteriori atti giudiziari falsi che, in sostanza, attestavano l’accoglimento dei ricorsi da lui presentati procedendo anche all’annullamento di decreti ingiuntivi e di richieste di sequestri cautelativi. Quanto sopra al fine di conseguire un ingiusto profitto a danno di ignari assistiti”.

L’avvocato venne quindi, nel 2015, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e interdetto temporaneamente dalla professione. La fase processuale, durata ben 4 anni e conclusasi con la sentenza di primo grado a firma del giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Sergio Tosi, ha visto accolte integralmente le richieste formulate dagli avvocati Simone Moffa, Angelo Masucci e Marco Scillitani, difensori delle parti civili. Il pm, Maria Vallefuoco, infatti, aveva chiesto l’assoluzione dell’avv. Marciello, difeso dall’avvocato  Francesca Conte del Foro di Foggia, ritenendo che la responsabilità della falsità degli atti fosse addebitabile ad un altro soggetto, rimasto ignoto.

Un risultato questo, che fa luce su una vicenda triste, complessa e ingegnosa, ideata ai danni delle malcapitate clienti, che nel corso degli anni gli hanno corrisposto migliaia di euro a titolo di onorari per procedimentiil legale aveva instaurato con le proprie clienti. L’avvocato, al fine di carpire la massima dedizione da parte delle clienti, arrivò addirittura ad inventare di essere affetto da una grave malattia, predisponendo, in questo modo, le stesse persone ad aiutarlo, economicamente e moralmente. 

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