CONDANNE

Avvocato foggiano condannato in Appello: truffava clienti con cause 'fantasma' e atti 'falsificati'

Lo ha stabilito, con sentenza del 10 giugno 2024, la Corte di Appello di Lecce, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa del legale, confermando il precedente verdetto e condannando l'uomo anche al pagamento delle spese processuali e verso le costituite parti civili

Confermata in Appello la condanna in primo grado (3 anni e 6 mesi per falso e truffa) per l'avvocato foggiano Ugo Marciello, già interdetto dalla professione per 2 anni.

Lo ha stabilito, con sentenza del 10 giugno 2024, la Corte di Appello di Lecce - Prima Sezione Penale, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa del legale, confermando il precedente verdetto e condannando l'uomo al pagamento delle spese processuali e verso le costituite parti civili, ovvero le imprenditrici (ed ex clienti del legale) Antonella e Daniela Sebastiano.

La vicenda -  nota ai più grazie alla trasmissione 'Le Iene' - vede coinvolte non solo le sorelle Sebastiano, sue clienti che per prime hanno sporto denuncia, ma anche avvocati (tra cui il legale Stefano Scillitani costituitosi parte civile), e giudici del Tribunale foggiano vittime delle falsificazioni dell’avvocato Marciello.

Ad accendere i riflettori sul caso fu la guardia di finanza: Marciello - si legge in un comunicato stampa delle fiamme gialle del 2015 - “modificava atti di ricorsi realmente esistenti (decreti ingiuntivi e/o richieste di sequestro redatti da altri colleghi) presentandoli, successivamente, al personale degli uffici giudiziari competenti che, inconsapevolmente, li notificava ai clienti del suo studio legale".

Sostanzialmente, rilevavano le fiamme gialle, il legale "avviava di fatto un iter giudiziario, in realtà inesistente, convincendo i suoi assistiti a conferirgli il mandato per impugnare i provvedimenti da lui stesso artificiosamente realizzati. Successivamente creava ulteriori atti giudiziari falsi che, in sostanza, attestavano l’accoglimento dei ricorsi da lui presentati procedendo anche all’annullamento di decreti ingiuntivi e di richieste di sequestri cautelativi. Quanto sopra al fine di conseguire un ingiusto profitto a danno di ignari assistiti”.

L’avvocato venne quindi, nel 2015, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e interdetto temporaneamente dalla professione.

La fase processuale, durata ben 4 anni e conclusasi con la sentenza di primo grado, emessa nel dicembre 2020, a firma del giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Sergio Tosi, ha visto accolte integralmente le richieste formulate dagli avvocati Simone Moffa, Angelo Masucci e Marco Scillitani, difensori delle parti civili. Il pm, Maria Vallefuoco, infatti, aveva chiesto l’assoluzione dell’avv. Marciello, difeso dall’avvocato  

Francesca Conte del Foro di Foggia, ritenendo che la responsabilità della falsità degli atti fosse addebitabile ad un altro soggetto, rimasto ignoto.

Pochi giorni fa, a confermare il quadro accusatorio, si è aggiunta la sentenza di appello.

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