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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca Cerignola

Nunzia, la giovane madre uccisa a colpi di pistola davanti ai figli minori: condannato a 30 anni di carcere l'ex marito Angelo Di Meo

Questa la sentenza emessa lo scorso giovedì, 28 ottobre, dalla Corte d’Assise di Foggia (presidente Antonio Civita, a latere dott.ssa Gallipoli). L'uomo, 44enne, è stato condannato anche a tre anni di Rems, ricovero in struttura sanitaria per gli autori di reato affetti da disturbi mentali

Trent’anni di carcere per Angelo Di Meo, il 44enne di Cerignola condannato per il femminicidio dell’ex moglie, Nunzia Compierchio, uccisa a colpi di pistola, il 5 luglio dello scorso anno, alla presenza dei due figli minori della coppia (mentre il terzo, maggiorenne, era all'epoca detenuto).

Questa la sentenza emessa lo scorso giovedì, 28 ottobre, dalla Corte d’Assise di Foggia (presidente Antonio Civita, a latere dott.ssa Gallipoli), che ha accolto in pieno la richiesta del pm Matteo Stella. L’uomo è stato condannato a 30 anni di carcere per omicidio volontario, aggravato dai motivi abietti e futili. Esclusa la premeditazione, la Corte ha però riconosciuto all'imputato il vizio parziale di mente.

Per questo motivo, il 44enne è stato condannato anche a tre anni di Rems, ricovero in struttura sanitaria per gli autori di reato affetti da disturbi mentali.

Il processo, celebrato con rito ordinario alla luce della nuova normativa che vieta l'abbreviato per i reati punibili con l’ergastolo, si è svolto in maniera lineare. A costituirsi parte civile nel procedimento sono stati figli e familiari della vittima, rappresentati dai legali Giovanni Quarticelli e Vincenzo Totaro. Per loro è stata disposta una provvisionale di 100mila euro ciascuno.

“Il processo è durato meno di un mese”, prova a sintetizzare l’avvocato Quarticelli, “in quanto c’è stato l’accordo tra parti civili, difesa e pubblico ministero nel far acquisire tutti gli atti, ad eccezione della perizia psichiatrica fatta durante le indagini. Sulla responsabilità dell’imputato non ci sono mai stati dubbi: non solo aveva confessato il fatto, ma l’omicidio era stato commesso anche alla presenza dei figli minori (10 e 12 anni, ndr) della coppia”, conclude.

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