Foggia, costrinse vittima a cedere due appartamenti: condannata per usura

La Fondazione Buon Samaritano si è costituita parte civile nel procedimento penale. Donna condannata a 6 anni di reclusione e alla confisca di immobili

Aula di Tribunale

Ancora una dimostrazione che quando le vittime denunciano ed intervengono nel procedimento penale, si ottengono risultati eccellenti in termini di risposta da parte della giustizia, perché la parte civile rappresenta il miglior contributo allo svolgimento del processo.

La prima sezione penale del tribunale di Foggia - presidente Palumbo - ha infatti inflitto una pesante condanna per il reato di usura alla signora G.B.: 6 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici in perpetuo ed interdizione legale per il periodo della pena, oltre alla confisca di immobili.

La vicenda ha inizio nei primi anni 2000 con il prestito di somme modeste e si protrae fino a quando G.B. costringe la persona offesa a cedergli la piena proprietà di 2 appartamenti in Foggia e la nuda proprietà di un terzo appartamento in cui abitavano i genitori della vittima.

Le cessioni degli immobili avvenivano senza alcuna corresponsione di denaro da parte di G.B. ma a titolo di risarcimento degli elevati interessi usurari pretesi. Le indagini, condotte dall’allora sostituto procuratore Ludovico Vaccaro, hanno portato alla luce uno scenario a dir poco inquietante, in cui la posizione dominante dell’usuraio abusava dello stato di bisogno e della debolezza della vittima, perpetrando così un gravissimo reato anche contro la dignità dell’uomo.

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Anche in questa circostanza la Fondazione Buon Samaritano, rappresentata dall’avv. Enrico Rando, ha inteso costituirsi parte civile nel procedimento penale, schierandosi accanto alla vittima per farle sentire la vicinanza delle istituzioni e della parte buona della città, di quella parte cioè che ha deciso di non arretrare davanti al fenomeno criminale.

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