Truffa dell'algoritmo 'magico' per superare concorsi in esercito e forze di polizia: in 150 rischiano il processo (ci sono foggiani)

Sono accusati a vario titolo di truffa, ricettazione e del reato di repressione della falsa attribuzione di lavori altrui. La "formula magica" veniva propinata agli aspiranti militari dietro il pagamento di circa 20mila euro

Immagine di repertorio

Truffa dell'algoritmo per superare i concorsi in Esercito e nelle forze di polizia. Dopo la chiusura del primo procedimento a carico dei promotori ed organizzatori della maxi truffa adesso si apre il secondo filone dell'inchiesta della guardia di finanza. 

Come riporta Casertanews.it,  sono circa 150 le persone che rischiano il processo. Tra gli indagati anche alcuni foggiani.  Il pm Antonello Ardituro, secondo quanto riferisce Il Mattino, ha chiuso le indagini e sta notificando agli indagati il provvedimento in questi giorni. Si tratta delle persone che hanno beneficiato della truffa, tra cui una quarantina di vincitori del concorso. Gli indagati provengono da Caserta, Capua, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Aversa, Marcianise, Parete, Teverola, San Felice a Cancello, Frignano e San Marco Evangelista, ma anche da Napoli ed altre province campane nonchè da Foggia, Taranto, Torino, Oristano e Palermo.

Sono accusati a vario titolo di truffa, ricettazione e del reato di repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche. Secondo quanto accertato dalle indagini delle Fiamme Gialle sarebbe stato l'ingegnere titolare della società incaricata di predisporre i questionari della prova scritta di cultura generale ad ideare un algoritmo, applicabile alla maggior parte dei quesiti, in grado di decriptare le risposte. 

Successivamente soggetti appartenenti (o ex dipendenti) alle forze armate ed alle forze di polizia, che puntavano sul ‘desiderio’ da parte dei concorrenti e dei loro familiare di assicuratore un futuro certo ai loro cari, individuavano le "vittime" a cui svelare il trucco. La "formula magica" veniva propinata agli aspiranti militari che, dietro pagamento di circa 20mila euro, partecipavano a presunti corsi di preparazione all'esame, ricevendo aiuti anche per le successive fasi concorsuali, con i test fisici e psico-attitudinali. Appreso il sistema a loro volta i 150 indagati lo avrebbero diffuso a pagamento ad altre persone in una vera e propria rete fraudolenta.

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