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Cronaca

Concorsi alla Provincia, il “caso Foggia” arriva a Striscia la Notizia: "Qualcosa non torna"

In un servizio andato in onda nella puntata di ieri del tg satirico, l'inviato barese si è occupato del concorso per personale amministrativo oggetto, nelle scorse settimane, di diverse polemiche

"Concorso alla Provincia di Foggia, qualcosa non torna". Ne parla Striscia la Notizia con l'inviato barese Pinuccio, che in un servizio andato in onda nella puntata di ieri del tg satirico, si è occupato del concorso per personale amministrativo oggetto, nelle scorse settimane, di diverse polemiche

"L'ente era alla ricerca di personale per l'amministrazione e hanno fatto questo concorso che prevedeva una prova a quiz. Ma ci hanno segnalato che rispetto al bando ci sono delle cose che non sono andate così", dice il comico barese. 

IL SERVIZIO DI PINUCCIO 

"Il bando è molto chiaro. Secondo la nuova normativa Covid (il decreto 44 del 2021) dice che le prove possono svolgersi in maniera semplificata, con un unico quiz, ma impone categoricamente che si debbano svolgere con l'ausilio di strumenti informatici. E anche il bando stesso, all'articolo 6 dice che la prova scritta si svolgerà con l'ausilio di strumenti informatici e digitali, ovvero i tablet", commenta uno dei candidati. Ai concorsi ai quali ho partecipato ti consegnano un tablet che viene formattato al momento, come esempio massimo di trasparenza. Ma a questo specifico concorso, non c'erano tablet, bensì dei fogli con i questionari e una griglia per le risposte, all'interno delle buste trasparenti". 

L'intervistato rileva altro: "C'è un'altra anomalia rispetto a quanto previsto nel bando. Una volta arrivati lì, ci hanno parlato di una ulteriore prova di idoneità in inglese e informatica, che sarebbe stata escludente, ovvero da sbarramento per la prova relativa alle materie giuridiche. Ci hanno detto esplicitamente che se non avessimo passato il quiz di inglese e informatica, la prova giuridica non sarebbe neanche stata corretta". 

Pinuccio cita anche la replica pubblicata lo scorso 29 novembre, nella quale l'Ente si difendeva dichiarando di aver "utilizzato metodi conformi alla legislazione". Nella nota si specificava anche la legittimità dell'inserimento della prova di inglese e informativa sulla base di una sentenza del Consiglio di Stato (n. 03975/2020). 

"Ma c'è un'altra questione. C'è stato un europarlamentare, Mario Furore, che ha sollevato altri tipi di questione". A Striscia, Furore parla delle decine di segnalazioni ricevute: "Gli stessi candidati hanno segnalato una anomalia rispetto ai nomi. Su cinque posti disponibili, quattro sono riconducibili a persone, parenti o affini di personaggi che gravitano nella politica locale soprattutto dei partiti di riferimento che governano la provincia di Foggia". 

"Continueramo a monitorare per capire chi ha ragione, anche perché il tema del lavoro è importante. Quasi quasi partecipiamo anche noi", la chiosa di Pinuccio. 

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