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Cronaca

Concorsi della Provincia di Foggia nell'occhio del ciclone, i Cinquestelle chiedono chiarezza: "Pronti anche a rivolgerci al Viminale"

I candidati hanno segnalato una serie di anomalie e presunte irregolarità riscontrate durante le prove sostenute la settimana scorsa. A dar loro man forte ci sono i portavoce M5S

I Cinquestelle chiedono chiarezza sui concorsi banditi dalla Provincia di Foggia per la copertura di tre posti da istruttore amministrativo e due da istruttore direttivo amministrativo finiti nell'occhio del ciclone e sono pronti, nel caso, anche a sottoporre la questione al ministero dell'Interno e a coinvolgere il dicastero della Pubblica Amministrazione.

Si sono rivolti a loro i candidati che hanno segnalato presunte irregolarità. “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni, riportate anche dai media locali, da parte di molti candidati al concorso di categoria C e D, in merito alle modalità di espletamento delle prove su cui riteniamo che la Provincia debba dare risposte", affermano oggi congiuntamente l'europarlamentare Mario Furore, il senatore Marco Pellegrini, gli onorevoli Giorgio Lovecchio, Marialuisa Faro, Carla Giuliano, Gisella Naturale e l'assessore al Welfare della Regione Puglia Rosa Barone.

Già nei giorni delle prove presso il Formedil, il 25 e 26 novembre, sono state registrate le proteste dei partecipanti, che hanno alimentato una serie di dubbi. “Dopo le segnalazioni pervenuteci dai candidati, sembra siano diverse le anomalie segnalate, a cominciare dalla modalità della prova d'esame. Se facciamo riferimento al bando, infatti, pubblicato sull’albo pretorio della Provincia, la prova si sarebbe dovuta svolgere con l'ausilio di strumenti informatici e digitali e si sarebbe dovuto procedere, altresì, all'accertamento della conoscenza della lingua inglese e delle tecnologie informatiche più diffuse - scrivono i portavoce del Movimento Cinque Stelle - I candidati, invece, raccontano che la prova non si è svolta in modalità informatica e, inoltre, sembra che la Commissione Esaminatrice, composta da funzionari della Provincia e presieduta dall'ex magistrato Massimo Lucianetti, abbia comunicato ai partecipanti (la mattina stessa dell'esame!) che solo il positivo espletamento dei quesiti di inglese e informatica avrebbe dato accesso al proseguimento della prova e, quindi, alla correzione delle risposte alle 40 domande di diritto, cosa che non era espressamente prevista dal bando. Tutto questo sembra anomalo e merita, a nostro avviso, chiarezza da parte dei vertici provinciali”.

I pentastellati non escludono di interessare della questione il Viminale. I candidati si sarebbero già rivolti ai legali e sarebbe in arrivo una valanga di ricorsi. "Riteniamo indispensabile che la Provincia, il presidente Nicola Gatta e la Commissione, facciano chiarezza, sia sulle procedure concorsuali, che su eventuali azioni che l’Ente intende porre in essere al fine di tutelare i principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione - concludono i portavoce M5S - Lo dobbiamo alle centinaia di candidati che hanno partecipato al bando, sostenendo anche delle spese, che meritano di ricevere risposte alle loro domande di chiarezza. Noi, da parte nostra e qualora occorra, siamo pronti a sottoporre la questione anche al ministero vigilante”.

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