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Prima gli fanno l'indeterminato, poi lo licenziano "senza pietà": "Aiutatemi, la mia situazione è molto grave"

Licenziato dopo 15 anni di lavoro. La storia di Antonio Tancredi  è simile a quella di tanti altri che, ad una età difficile per rientrare nel circuito lavorativo, si ritrovano da un giorno all’altro in mezzo ad una strada

 

Calo di vendite, congiuntura economica complicata, concorrenza. Sono sempre tante le motivazioni alla base di una vertenza di lavoro. Ma l’esito è sempre lo stesso: a casa. E’ accaduto così anche nell’ambito della vertenza Conad. Settimane di trattative, di proclami, di impegni solenni di questa o quella forza politica, di trattative sindacali. A fine ottobre Antonio Tancredi, 46 anni, riceve la lettera di licenziamento. Lui lavorava a San Severo; con lui altri tre.

Dieci in tutto quelli che ne hanno fatto la spesa tra San Severo e Macchia Monte Sant’Angelo. Ma la cosa beffarda è che solo qualche giorno prima Tancredi aveva ricevuto una proposta di nuovo contratto, con orario dimensionato, ma pur sempre un contratto: fino al 2022. Dieci giorni dopo la doccia fredda: la trattativa sindacale subisce una sterzata e lascia vittime sul campo, tra incentivati ad andate via e licenziati.

Riceve la comunicazione di interruzione del rapporto di lavoro. A partire da subito, praticamente. Non l’ha firmata. “Ora che faccio?” si sfoga quando ci contatta, “io sono un monoreddito, mia moglie non lavora”. L’appello ai microfoni di Foggiatoday.

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