La mafia che nel Foggiano s'infiltra e condiziona le scelte dei governi locali

Monte Sant'Angelo, Mattinata, Cerignola e Manfredonia. In quattro anni altrettanti comuni sciolti dal Consiglio dei Ministri per forme di ingerenza e condizionamenti da parte delle organizzazioni criminali

Con la decisione di ieri del Consiglio dei Ministri, dal 2015 ad oggi in provincia di Foggia sono quattro i comuni sciolti per mafia a seguito di accertate forme di condizionamento da parte delle locali organizzazioni criminali nelle PA.

Il 17 luglio 2015 era toccato al Comune di Monte Sant'Angelo su proposta dell'ex ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ciononostante l'allora sindaco Antonio Di Iasio aveva garantito che nel corso del suo governo locale l'amministrazione non aveva mai subito condizionamenti di natura mafiosa e che aveva agito sempre nell'interesse unico della comunità.

Il 17 marzo 2018, su proposta dell'ex ministro dell'Interno Marco Minniti, la stessa sorte era toccata al vicino Comune di Mattinata, in quanto "erano state accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata" che avrebbero esposto l'amministrazione comunale "a pressanti condizionamenti, compromettendone l'imparzialità"

Il 10 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), aveva deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Cerignola e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una commissione di gestione straordinaria.

Decisione che aveva spinto il sindaco Franco Metta a scendere in piazza per un pubblico comizio e a difendersi dalle accuse a suo carico contenute nella relazione (il video)

Ieri, per le stesse motivazioni, il Consiglio dei Ministri ha deliberato l'affidamento, per diciotto mesi, dell'amministrazione del Comune di Manfredonia, già sciolto lo scorso 21 maggio 2019 a seguito delle dimissioni del sindaco, a una commissione di gestione straordinaria

"Questa provincia agli onori della cronaca quotidianamente. Da una parte è un segnale positivo ma è comunque un'altra brutta pagina di politica, e non solo" il commento di Rosa Barone, presidente Commissione regionale di studio e d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia.

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