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Immagine di repertorio del parco

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Condannato il Comune di Foggia: 'ignorati' gli usi civici sui terreni alienati di Bosco Incoronata. "Conseguenze pesanti"

Pino Lonigro sulla vicenda dell’alienazione dei fondi di Bosco Incoronata e Mezzana della Madonna: "Grave errore di valutazione. Ora Landella spieghi i motivi del suo operato e come intende riparare i danni”

"Il Comune di Foggia non poteva alienare i fondi del Bosco dell’Incoronata di Carra e quello denominato 'Mezzana della Madonna”. A stabilirlo, con sentenza definitiva e inappellabile, è stato, lo scorso 29 aprile, il commissario degli usi civici della Puglia, Maria Grazia Caserta.

Il riferimento - spiega in una nota stampa l'ex consigliere regionale Pino Lonigro - "è all'operazione conclusa dal sindaco Franco Landella, pochi mesi dopo la sua prima elezione a sindaco, quando nel 2015 procedette ad alienare i terreni che ricadono nei fondi in questione. Il Comune di Foggia basò l’alienazione di quei terreni sulla convinzione che sopra di essi non gravassero usi civici. I ricorrenti contro quella decisione, per la maggior parte soci della cooperativa 'Terra Fiore', si appellarono alla magistratura per tornare a poter utilizzare i fondi".

“Il Comune di Foggia ha perso la causa con conseguenze molto pesanti sul piano della debitoria”, ha spiegato l’ex consigliere regionale Pino Lonigro. “Oltre a decidere l’annullamento di tutti gli atti inerenti all’alienazione dei fondi, il commissario degli usi civici della Puglia ha condannato il Comune di Foggia a provvedere alle spese legali”, ha aggiunto Lonigro, “ed ora c’è la concreta possibilità che i ricorrenti chiedano un risarcimento per i danni subiti in seguito alla mancata gestione delle colture che, fino ad alienazione avvenuta, producevano su quei fondi".

Conclude quindi Lonigro: "Landella vada in Consiglio comunale e spieghi alla cittadinanza i motivi del suo operato e illustri come intende affrontare le conseguenze di questa sentenza. C’è stato un grave errore di valutazione che ha causato danni ai ricorrenti, ai soggetti ai quali erano stati accordati i fondi in seguito all’alienazione, e alle casse comunali dunque a tutti i contribuenti sui quali ricadranno le spese di questa ennesima operazione spericolata e avventurosa”.

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