Comuni sciolti per mafia, la Commissione regionale vuole vederci chiaro: "Audiremo i rappresentanti delle Prefetture"

L'obiettivo dichiarato dalla presidentessa, la consigliera del M5S Rosa Barone: "Comprendere le dinamiche di questo fenomeno e capire come dar vita a presidi di legalità all’interno delle Comunità”

Rosa Barone

Sono tanti i temi affrontati oggi nella seduta della Commissione di studio e Inchiesta per il contrasto alla Criminalità organizzata presieduta dalla consigliera Rosa Barone.

“Dopo il grande lavoro fatto per il testo unico sulla legalità - dichiara Barone - oggi abbiamo ripreso i lavori della Commissione affrontando temi importanti come quello dei Comuni sciolti per mafia. Cerignola e Manfredonia sono solo gli ultimi due casi di una lunga lista che coinvolge tutte le province pugliesi e che solo in Capitanata ha visto protagoniste ben 15 amministrazioni. Per questo è stato deciso di audire i rappresentanti delle Prefetture pugliesi per comprendere bene le dinamiche di questo fenomeno e capire come dar vita a presidi di legalità all’interno delle Comunità”.

La Commissione ha audito anche i componenti della Commissione per la Legalità e la Trasparenza dei Contratti pubblici della Asl di Lecce e i rappresentanti della Federazione Antiracket che hanno segnalato il calo delle denunce per estorsione e usura. “Al calo delle denunce - continua Barone - dovrebbe corrispondere un calo dei reati, ma purtroppo sappiamo che non è così. Ci confronteremo con le associazioni e le forze dell’ordine per conoscere più a fondo le nuove forme di estorsione, ad esempio quella agricola, e dar vita a campagne di sensibilizzazione per far capire agli imprenditori l’importanza della denuncia e le forme di sostegno previste dalla legge per chi lo fa".

"In tanti dopo aver denunciato hanno riaperto l’attività più forti di prima ed è importante farlo sapere a chi non lo fa per paura. Purtroppo ci sono zone nella nostra regione dove le denunce sono ancora troppo poche, nonostante le operazioni delle forze dell’ordine e non possiamo permettere che le cose restino così. Così come monitoreremo il fenomeno dell’usura bancaria e avvieremo un confronto con le associazioni anche per quello che riguarda l’esclusione dagli appalti di quegli imprenditori segnalati nella lista dell’ANAC per non aver denunciato richieste estorsive, come stabilito dall’art 80 del Codice sugli appalti. Quello di oggi è solo il primo passo di un lungo percorso che coinvolgerà tutta la Puglia per far capire agli imprenditori che non sono soli e per rafforzare la rete antiusura”.

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