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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

Foggia altro "caso eccezionale": 2 anni di commissari per ripristinare la legalità e la legittimità dell'azione amministrativa

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ha prorogato di altri sei mesi, da febbraio ad agosto 2023, la gestione commissariale dell'Ente. L'iter e i motivi

Era nell’aria, mancava soltanto l’ufficialità ed è arrivata ieri. Fino ad agosto 2023 la città di Foggia sarà gestita dalla commissione straordinaria insediatasi nello stesso mese del 2021, con l’obiettivo di ripristinare la legalità dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’Ente comunale. 

In servizio negli uffici di Palazzo di Città ufficialmente dal 26 agosto 2021, il lavoro della triade formata da Marilisa Magno, Rachele Grandolfo e Sebastiano Giangrande, terminerà il 5 agosto prossimo per effetto della decisione presa ieri dal Consiglio dei Ministri su proposta del numero uno del Viminale Matteo Piantedosi (in quota Lega), circa la necessità, ravvisata, di concedere alla commissione straordinaria sei mesi in più rispetto alla data di scadenza naturale del mandato fissato in precedenza al 5 febbraio.

La 'commissaria' di Napoli aveva chiesto al Prefetto altro tempo per completare il lavoro di ripristino della legalità e della legittimità dell’azione amministrativa. Da qui la proposta di proroga arrivata sulla scrivania del Ministro dell'Interno, “tenuto conto della necessità di portare a compimento i programmi avviati dalle commissioni straordinarie”, che ha peraltro confermato il trend evidenziato nell’ultima relazione sull’attività delle commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso.

In quello stesso dossier, il Viminale aveva riservato un paragrafo all’attività svolta e ai risultati conseguiti dalla commissione straordinaria nel capoluogo dauno. Elementi sui quali il prefetto Maurizio Valiante avrebbe riferito che l’avviata azione di riorganizzazione e riconduzione alla legalità dell’ente locale non potesse concludersi, ritenendo di proporre la proroga anche in considerazione del parere che potrebbe aver espresso il Procuratore della Repubblica di Foggia nel corso di un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica riunitosi alla presenza di Marilisa Magno.

La ‘formula’ utilizzata dal ministro dell’Interno potrebbe esser stata quella di “un maggiore lasso di tempo per completare le attività in corso, scongiurare condizionamenti o forme di ostruzionismo e perseguire, inoltre, una maggiore qualità ed efficacia dell'azione amministrativa, essendo ancora concreto il rischio di illecite interferenze della criminalità organizzata”.

E’ stata data continuità amministrativa alle iniziative poste in essere, così da consentire il consolidamento dei risultati raggiunti e seguire le attività ancora in corso. Non ci sarebbe stato nulla di politico nella decisione approvata dal Csm.

La relazione sulla proposta di scioglimento del Comune di Foggia – lo ricordiamo - era stata firmata e inviata dall’ex prefetto di Foggia Carmine Esposito all'allora ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

L’ex numero uno di Corso Garibaldi si era concentrato soprattutto sul "quadro inquietante" emerso dalle indagini sulle presunte mazzette al Comune di Foggia, sulle "frequentazioni o parentele con ambienti criminali" di amministratori e dipendenti, sulle "anomalie e irregolarità" nell'affidamento dei servizi pubblici e sugli alloggi popolari occupati da soggetti appartenenti alla criminalità organizzata la relazione del ministro dell'Interno al presidente della Repubblica che accompagnava la proposta di affidamento della gestione dell'ente ad una commissione straordinaria, in quanto dagli accertamenti erano risultati condizionamenti delle locali organizzazioni criminali. In tre pagine erano stati evidenziati gli elementi più significativi della relazione del prefetto di Foggia stilata sulla base delle risultanze dell´accesso ispettivo. Le conclusioni della Commissione di accesso erano state racchiuse in un fascicolo di 235 pagine.

Il ritorno alle urne è previsto in autunno, nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 15 novembre, quando Foggia, almeno nelle intenzioni-rassicurazioni dell'ex Prefetto di Foggia, Carmine Esposito, dovrà presentarsi senza “quegli elementi che naturalmente hanno creato sofferenza e incertezze”. I presupposti, tuttavia, non sono così incoraggianti come li immaginava l'ex numero uno di Corso Garibaldi. 

Fino ad oggi l'attività commissariale non è stata percepita come aderente ai bisogni della collettività. Vero è che non ci si poteva aspettare una rivoluzione o un momento straordinario dell’attività amministrativa, ma nel frattempo interi quartieri restano al buio, ci sono strade ancora sconnesse e piene di buche, persiste l’emergenza rifiuti.

"Ci sia una maggiore fiducia in funzionari e servitori dello Stato che si prestano con impegno e qualificazione professionale a gestire temporaneamente un Ente così importante come il Comune di Foggia, bisogna quantomeno stare tranquilli che lavorano seriamente e veramente nell'interesse delle persone". Ai cittadini non resta che affidarsi alle parole di Valiante pronunciate nel corso di una intervista rilasciata al nostro quotidinao (leggi qui).

Tuttavia, al termine del commissariamento, la collettività beneficerà di un tesoretto di oltre 1,5 milioni di euro derivante dal mancato esborso di denaro per gli amministratori comunali.

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