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Già espulso dall'Italia, si spaccia per un connazionale per farla franca: arrestato commesso di un negozio di telefonia

Al momento dei controlli, ha fornito ai carabinieri le generalità e i documenti di un suo connazionale. Denunciato il titolare ed elevata la maxi sanzione per lavoro nero

Lavorava come commesso in un negozio di telefonia al Quartiere Ferrovia di Foggia e, al momento dei controlli, ha fornito ai carabinieri le generalità e i documenti di un suo connazionale, ma in realtà era privo del permesso di soggiorno e destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dalla Prefettura di Brescia.

Gli accertamenti dei militari hanno permesso di risalire alla vera identità del giovane, un 24enne gambiano, arrestato per i reati di sostituzione di persona, false generalità e false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale. Sottoposto ai domiciliari, come disposto dalla procura della Repubblica, è stato processato per direttissima in videoconferenza. L'autorità giudiziaria ha convalidato l'arresto, ma non ha ritenuto necessario applicare la misura cautelare, disponendo la liberazione del 24enne. 

Il titolare del negozio, di nazionalità afghana, è stato denunciato per violazione per lavoro irregolare e per aver impiegato manodopera straniera priva del permesso di soggiorno. Gli è stato, inoltre, contestato il mancato rispetto del protocollo anti-Covid19 ed è stata elevata la cosiddetta maxi sanzione per lavoro nero.

L'intervento rientra nell’ambito dei servizi organizzati dal Comando provinciale dei carabinieri coordinati con la Prefettura, finalizzati al controllo del rispetto delle misure anti-Covid. I carabinieri della Compagnia di Foggia e il Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno effettuato controlli a tappeto. Dall'inizio della pandemia sono state ispezionate 289 aziende e attività produttive e sono stati controllati 1252 lavoratori. Sono state finora accertate 44 violazioni alla normativa anti-Covid, segnalate alla Prefettura.

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