Commercio illegale del bianchetto: affari sporchi sull’asse Reggio-Messina-Manfredonia

Vi sarebbero forti legami tra la marineria di Manfredonia e le società di commercializzazione di prodotto ittico operanti in Sicilia e Calabria. In località Posta del Fosso il deposito illegale del novellame di sarde

Il novellame di sarde sequestrato

Su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, personale delle capitanerie di porto di Bari, Manfredonia, appunto Reggio Calabria e Messina, hanno svolto indagini ed eseguito una serie di perquisizioni presso punti vendita di prodotti ittici nel comune sipontino e in quello siciliano.

Le complesse e prolungate attività d’indagine, coordinate dal procuratore aggiunto dott. Dominijani e dal sostituto procuratore dott. Calamita, hanno avuto inizio a seguito del sequestro pensale di 310 kg di novellame di sarda eseguito l’11 marzo nei pressi degli imbarchi per la Sicilia del personale della Guardia Costiera reggina. In quell’accertamento furono anche sequestrati alcuni documenti fiscali che dopo un’attenta analisi hanno portato il magistrato titolare delle indagini ad effettuare ulteriori accertamenti al fine di verificare l’intera filiera ed il coinvolgimento nell’attività illecita di altri soggetti.

Proprio le perquisizioni disposte dalla procura reggina, che hanno portato all’ulteriore sequestro di prodotti ittici e documentazione ritenuta utile alle indagini, hanno reso necessario il coinvolgimento anche delle procure di Foggia e Messina. Nel corso delle indagini svolte in questi mesi anche il personale del Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, congiuntamente a quello della Capitaneria di Porto di Manfredonia, è stato impegnato in attività delegate.

Nel mese di marzo, infatti, durante alcuni appostamenti, venivano intercettati due furgoni isotermici che avevano prelevato prodotti ittici illegali da un capannone ubicato in località Posta del Fosso, utilizzato come deposito. I due furgoni venivano seguiti lungo il tratto stradale in direzione Foggia e, non appena possibile, fermati e ispezionati, rinvenendo un totale di 785 cassette di polistirolo contenenti novellame di sarda, per un peso complessivo di 3.935 kg.

Il successivo controllo, effettuato congiuntamente a personale del locale commissariato di polizia, all’interno del deposito/capannone precedentemente attenzionato, consentiva di rinvenire all’interno dei locali, attrezzature e prodotto ittico, che confermavano l’esistenza di una stabile attività di ricettazione, stoccaggio, confezionamento e vendita di novellame di sarda, meglio conosciuto come bianchetto.

Le indagini ancora in corso hanno fatto emergere che vi sono forti legami, consolidatisi nel tempo, tra la marineria pugliese, in particolare quella di Manfredonia e le società di commercializzazione di prodotto ittico operanti in Sicilia e Calabria, e come le stesse perseguano un unico disegno criminoso volto al raggiungimento del massimo risultato, eludendo qualsivoglia controllo e introitando profitti illeciti tale da produrre un danno all’ecosistema e alla risorsa ittica, unitamente alla violazione di norme in materia igienico-sanitaria, fiscale e commerciale.

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