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Foggia non dimentica Panunzio, nel suo nome la lotta alle mafie: "Dedichiamo questo giorno a Francesco Traiano"

Ventotto anni fa l'omicidio di Giovanni Panunzio, l'imprenditore assassinato dalla mafia per non essersi sottoposto al racket e alle logiche estorsive imposte dalla 'Società Foggiana'. La dedica all'ultima vittima del crimine

 

Ventotto anni fa l'omicidio di Giovanni Panunzio, l'imprenditore foggiano assassinato dalla mafia per non essersi sottoposto al racket e alle logiche estorsive imposte dalla 'Società Foggiana'. Quest'oggi, in linea con le disposizioni anti-Covid, si è tenuta una contenuta cerimonia di commemorazione nella piazza che porta il suo nome.

"Anche se abbiamo dovuto fare a meno della presenza dei giovani, questo 6 novembre per noi è fondamentale", spiega Giovanna Belluna, nuora di Panunzio e da sempre in prima linea sui temi dell'antimafia sociale. "Come famiglia e come associazione 'Giovanni Panunzio' dedichiamo questa giornata a Francesco Traiano", ultima vittima di una criminalità sempre più sfrontata e aggressiva.

All'evento hanno partecipato le autorità politiche, civili e militari della città. "Non potevamo tralasciare l'omaggio e la commemorazione di Giovanni Panunzio, non solo nel ricordo del suo grandissimo sacrificio, ma anche come auspicio che questa città possa avere finalmente il riscatto che merita, che abbia quella ribellione etica che noi auspichiamo da tempo", sottolinea il presidente dell'associazione Dimitri Cavallaro Lioi.

Una cerimonia che avrebbe voluto tenere dinanzi al primo bene confiscato alla mafia foggiana, al Salice Nuovo, per dare un significato più profondo a questo giorno. "Il valore simbolico di contrasto alla mafia sarebbe stato fortissimo. Significherebbe dire che lo Stato è più forte e lo avremmo detto in faccia alla mafia", spiega Lioi. "Questo non è stato possibile, ma le ragioni che ci sono state riferite dal Comune ci hanno causato rammarico". Accuse che il primo cittadino, Franco Landella, presente con il tricolore alla manifestazione, allontana da sè e dall'Amministrazione comunale in un vivace botta e risposta.

"A me dispiace, quel luogo è in fase di aggiudicazione", taglia corto. "Non accetto polemiche sterili, stiamo facendo tanto: il Comune per la prima volta si è costituito parte civile in un processo di mafia. L'obiettivo è stare tutti dalla stessa parte in una battaglia che deve vederci uniti", conclude il primo cittadino". | IL VIDEO

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