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San Severo ricorda le vittime del disastro ferroviario dell'aprile 1989: "Una ferita ancora aperta dopo 32 anni"

Ricorre oggi, 3 aprile 2021, l'anniversario della tragedia che ha profondamente segnato la città: un treno proveniente da Bari entrò a tutta velocità in stazione schiantandosi. Otto persone persero la vita. I volontari scavarono a mani nude per rimuovere le macerie e cercare i superstiti

Ore 16.12 del 3 aprile 1989: il treno 12472 proveniente da Bari entra nella stazione di San Severo a tutta velocità sul primo binario e deraglia, sventrandola e uccidendo otto persone. Le lancette dell'orologio si bloccarono all'ora dell'incidente, dopo il tremendo boato dello schianto.

La data è rimasta scolpita nel cuore e nella memoria dei sanseveresi. Ricordano quel giorno come se fosse ieri. La tragedia ferroviaria ha segnato profondamente la città che in quelle ore vide una straordinaria mobilitazione popolare per cercare di portare aiuto ai tanti feriti assieme ai soccorritori e rimuovere le macerie. I volontari, cittadini, medici e amministratori, scavarono a mani nude nel disperato tentativo di salvare più persone possibili.

Come ogni anno, questa mattina, nel 32esimo anniversario del disastro, presso la stazione ferroviaria, si è tenuta una breve commemorazione, nel rispetto delle norme anti Covid, con la deposizione di una corona davanti al monumento che, come una fotografia dell'epoca, ha scolpito nella pietra quella triste pagina di storia. Stessa formula del 2020, causa pandemia.

A rappresentare il Comune, il vice sindaco Salvatore Margiotta. Presenti il comandante della Polizia municipale, maggiore Ciro Sacco, e il vicecomandante Marco d'Antuoni. L'associazione bandistica Città di San Severo rappresentata dal maestro Antonello Ciccone ha fatto risuonare il silenzio.

Il Comune, attraverso il vice sindaco, ha rinnovato la sua vicinanza ai parenti delle vittime che quest'anno, a causa della pandemia, non hanno potuto partecipare alla commemorazione. "Una ferita ancora aperta dopo 32 anni per noi familiari e per la città", scrive uno di loro.

Sono stati scanditi anche questa volta gli otto nomi delle vittime: Nicola Carafa di San Severo, capo gestione ferroviario; Ciro Vasciarelli di San Severo, assistente di stazione; Giovanni D’Anello di San Nicandro Garganico, manovratore ferroviario; Antonio Ognissanti di San Severo, dirigente movimento in servizio quale capostazione titolare; Claudio Padalino di Foggia, macchinista in servizio sul treno; Domenico Iannitti di Apricena, macchinista in servizio sul treno; Michele Capotosto di San Severo, impiegato Fiat; Luciano Accettulli di San Severo, imprenditore edile.

È stata una immane tragedia per la città con un pesante bilancio, ma poteva essere una strage: solo poco prima sull'altro binario era partito un convoglio con a bordo studenti in gita scolastica, sul treno proveniente da Bari centrale in quel momento viaggiavano pochi pendolari e, per fortuna, in quel momento bar e biglietteria non erano particolarmente affollati. Dopo la tragedia, la stazione venne ricostruita esattamente com'era prima del terribile disastro. 

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