Trivellazioni, Clini: “Nessuna revoca, Parlamento poteva bloccare legge”

Il ministro dell'Ambiente ha scaricato tutte le colpe sul Parlamento che avrebbe potuto bloccare la legge."Io l'ho soltanto applicata". Movimento "No Triv Adriatico" annuncia ricorso al Tar

L'incontro a Bari con il ministro Clini

Si è concluso intorno alle 15 l’incontro di Bari con il ministro dell’Ambiente al quale hanno partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e Stefano Pecorella, presidente del Parco Nazionale del Gargano.

Corrado Clini ha sciolto ogni dubbio sulla richiesta fatta dai sindaci del Gargano e dai componenti del “No Triv Adriatico”, vale a dire quella di revocare il decreto che autorizza la ricerca di idrocarburi a largo delle Isole Tremiti. Non ci sarà nessuna revoca.

Il Ministro Clini ha dichiarato che il tema va analizzato anche dal ministero dello Sviluppo Economico e quello delle Infrastrutture. Andranno valutati e considerati gli aspetti della Legge, che al momento parla chiaro.

Per scongiurare il pericolo trivelle bisognerebbe cambiare la norma in materia. Clini si è detto disponibile a confrontarsi con le istituzioni, ma la sostanza non cambia.

Lo stesso ha scaricato tutte le colpe sul Parlamento che avrebbe potuto bloccare la legge. Il ministro ha dichiarato di averla soltanto applicata.

Raffaele Vigilante, rappresentante del movimento “No Triv Adriatico” ha annunciato al ministro il ricorso al Tar e ribadito la volontà di scendere in piazza il 6 ottobre a Manfredonia.

PINO LONIGRO: "Tocca al Parlamento adottare norme di divieto assoluto, chiudere la partita e mettere in sicurezza il mare e tutte le ingenti attività economiche che vivono intorno a questa risorsa. Invece di fare dichiarazioni in libertà e scoprire solo ora i rischi del petrolio, i nostri parlamentari dovrebbero mettere mano quanto prima alla legge, se vogliamo davvero difendere il futuro dell’Adriatico e delle nostre generazioni. E questo futuro, ha confermato Clini, è nelle mani di deputati e senatori, ma ho l’impressione che i nostri, i pugliesi a Palazzo Madama e a Montecitorio, siano impegnati in questa battaglia più a parole che nei fatti".

LORENZO NICASTRO - "Se, come Clini ha sottolineato a Bari, l'unica via per tutelare il nostro mare è quello di costruire un fronte a sostegno di una legge nazionale che tuteli l'Adriatico e con esso l'indotto economico in termini di turismo e di pesca, allora è la via che percorreremo.Abbiamo più volte detto che non intendiamo star fermi a guardare le nostre coste presidiate da piattaforme petrolifere e non siamo disposti a lasciar spazio alle prospezioni, anch'esse portatrici di conseguenze ambientali pesanti".

 

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