Corruzione, pesa la situazione 'Criminalità' nel Foggiano e dei comuni del Sud sciolti per Mafia: l'Italia come il Ruanda

Nella classifica relativa all'Indice di Percezione della Corruzione 2019, l'Italia si posiziona alla 51^ posizione, con 53 punti (su 100), come Ruanda e Arabia. Piccoli segnali di miglioramento, ma la 'sufficienza' è lontana

Immagine di repertorio

Corruzione nel mondo? Nella classifica mondiale relativa all'Indice di Percezione della Corruzione 2019 (Cpi), l'Italia si posiziona alla 51^ posizione, con 53 punti (su 100), come Ruanda e Arabia. Piccoli segnali di miglioramento rispetto al precedente anno, ma la 'sufficienza' è lontana. 

Come riporta Today.it, dal 2012 ad oggi l'Italia ha guadagnato 12 punti in questa speciale graduatoria, ma nell'ultimo anno il trend ha subito una decisa frenata rispetto a quelli precedenti. L'Italia guadagna un solo voto in più rispetto al 2018, lasciando la sufficienza ancora lontana e molti problemi strutturali irrisolti. "Siamo lieti di vedere un ulteriore miglioramento - commenta Virginio Carnevali, il presidente di Transparency International Italia - ma sinceramente speravamo in qualcosa di più. Il rallentamento è dovuto a diversi problemi che il nostro Paese si trascina da sempre senza riuscire a risolverli".

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In particolare, come dimostrano i recenti fatti di cronaca, da Foggia alle Madonie, da Reggio Calabria a Reggio Emilia, rileva Transparency International Italia, "la criminalità organizzata ancora spadroneggia nel nostro Paese, preferendo spesso l'arma della corruzione che oggi ha assunto forme nuove, sempre più difficili da identificare e contrastare efficacemente". Per corruzione si intende, la condotta di uno o più soggetti che, in cambio di denaro o altre tipologie di favori, agisce contro i propri doveri ed obblighi per favorire qualcun altro. Un fenomeno che, purtroppo, in Italia è tutt'altro che sconosciuto portando il nostro Paese ad occupare la 51esima posizione al mondo, al pari di RuandaMalaysia e Arabia Saudita, con un punteggio di 53 punti su 100, migliore di un punto rispetto all'anno precedente.

Dominano la classifica Danimarca e Nuova Zelanda come già l'anno scorso. Stesso discorso per il fondo del ranking, dove troviamo ancora Somalia e Sud Sudan. In Europa oltre alla Danimarca fanno bella figura anche Finlandia e Svezia, mentre Bulgaria, Romania e Ungheria occupano le ultime tre posizioni della classifica continentale. A livello globale spiccano la caduta di Canada (-4 punti), Francia e Regno Unito (-3) mentre colpiscono in positivo la Spagna (+4) e la Grecia (+3). Tra i Paesi del G20 rimangono stabili Germania e Russia (rispettivamente con un voto di 80 e di 28 come nel 2018) mentre perdono due punti gli (69 contro i 71 precedenti).  

Altra questione rilevante per la 'situazione Italia', come sottolinea l'organizzazione contro la corruzione, "è la regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse: da anni sentiamo parlare di leggi che dovrebbero finalmente porre un freno e delle regole a due questioni fondamentali nella lotta alla corruzione, ma ancora il Parlamento tace. Trasparency International menziona per importanza anche il tema degli appalti pubblici, oggetto di attenzione di funzionari e imprenditori corrotti: un codice più semplice ed efficace e un maggior coinvolgimento della società civile nelle attività di monitoraggio non potrebbero che giovare alle finanze pubbliche. 

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