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Immagine di repertorio

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Presunta morte bracciante, Cisl: "Contro caporalato, dare forza a chi combatte sul territorio”

Il sindacato chiede chiarezza sulla vicenda del lavoratore sparito nel 'Ghetto'. Emilio Di Conza: “Contro lo sfruttamento degli immigrati, serve una forte presa di posizione della politica nazionale"

“Fare subito piena luce sulla vicenda del lavoratore immigrato sparito di cui circola voce nel cosiddetto ‘Ghetto’ ubicato nell’agro di San Severo”. E’ quanto chiede il segretario generale territoriale della Cisl di Foggia, Emilio Di Conza, che auspica chiarezza sulla denuncia raccolta dalla stampa di un misterioso decesso di un bracciante straniero nelle campagne della zona di Rignano Garganico.

“Abbiamo totale fiducia nell’autorità giudiziaria e nelle forze dell’ordine che, da molti anni ed in condizioni di grandi difficoltà, svolgono uno straordinario lavoro di contrasto al lavoro irregolare in agricoltura sul nostro territorio”, rileva il segretario generale della Cisl di Foggia. “Per queste ragioni, siamo assolutamente certi che si possa fare presto piena luce su questo episodio – prosegue Di Conza - per il quale auspichiamo che chiunque sia in possesso di informazioni utili si rivolga prontamente alle Istituzioni competenti, al fine di giungere rapidamente ad una conoscenza esatta di quanto accaduto”.

La Cisl di Foggia esprime preoccupazione in quanto “la gravità della situazione del ‘Ghetto’, in cui centinaia di immigrati vivono in condizioni indegne di un Paese civile, pur essendo ormai nota da molti anni, non ha portato ancora oggi ad un intervento risolutivo in grado di ripristinare la legalità nel mercato del lavoro in agricoltura, garantendo – sottolinea Di Conza - i diritti dei lavoratori italiani e stranieri impegnati nel settore”.

“Si tratta di una vicenda gravissima che necessita di una forte presa di posizione che parta dal livello politico nazionale per dare, in sinergia con la Regione Puglia, maggiore forza a chi da anni sul territorio sta combattendo contro un fenomeno criminale nel quale – aggiunge il segretario CISL - gli interessi delle mafie locali trovano terreno fertile nella disperazione di chi fugge dalla fame e dalla miseria e nella complicità di un’imprenditoria locale che, al di là delle pubbliche enunciazioni, continua a non voler collaborare nella lotta al caporalato ed al lavoro nero”.

Per questo, la Cisl di Foggia condivide e sostiene la necessità di strumenti legislativi di urgenza a partire da “un decreto per estendere le responsabilità penali connesse al caporalato, rafforzare gli strumenti di premialità per le imprese in regola, e l’attivazione di un tavolo interministeriale aperto alla partecipazione dell'impresa e del lavoro agricolo”. Per il sindacato guidato da Anna Maria Furlan, “la controffensiva deve essere vasta, organica e soprattutto partecipata attraverso una serie di interventi puntuali e ormai indifferibili”. La strada è quella della “riqualificazione del lavoro rurale e dell'implementazione di certificazioni etiche come la Rete del lavoro agricolo di qualità, anche con l'attivazione della cabina di regia istituita presso l'Inps per coordinare e rafforzare l'attività ispettiva e di vigilanza”.

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