La mattanza del poliziotto penitenziario, una famiglia distrutta e quel "grave rischio suicidario" denunciato dai sindacati

Triplice omicidio e suicidio a Orta Nova (Foggia). Ciro Curcelli, assistente capo di polizia penitenziaria ha ucciso la moglie Teresa Santolupo e le figlie Miriana e Valentina, poi si è tolto la vita. Il commento del sindacato Uspp

La palazzina della tragedia

Il segretario regionale dell’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp) di Puglia  Basilicata, Vito Messina, fa sapere “che il sindacato si è rivolto al Capo Dipartimento dr Basentini, per lanciare un altro grido d’allarme stato di disagio lavorativo degli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria”. 

La tragedia di via Luigi Guerrieri a Orta Nova, dell'assistente capo della polizia penitenziaria Ciro Curcelli che ha ucciso nel sonno la moglie Teresa Santolupo e le due figlie di 12 e 18 anni Valentina e Miriana, e poi si è tolto la vita, riapre la discussione sullo stress da lavoro correlato: "Sono anni che ci battiamo su questo tema, cioè del grave rischio suicidario” spiega Messina

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“La Polizia Penitenziaria, si dirà - è scritto nella missiva indirizzata al dottor Basentini - non è la sola a pagare con la perdita di vite umane per una serie di circostanze avverse che possono connotare la vita delle persone e non essere direttamente dipendenti dallo stato di servizio, eppure noi che ogni giorno incontriamo il personale sappiamo benissimo che esistono elementi stressogeni connessi al delicato compito svolto, che non possono non incidere fortemente sullo stato d’animo e il benessere psicologico di chi opera nelle forze dell’ordine con particolare riferimento alla Polizia Penitenziaria. Abbiamo lanciato l’allarme più volte negli anni e più volte ci sono stati annunciate soluzioni ridondanti ma mai si è concretizzato qualcosa che potesse intervenire concretamente su un fenomeno il cui impatto rischia di essere molto più importante di quello dei casi che si contano. Nel tempo abbiamo assistito a timidi interventi dell’Amministrazione Penitenziaria a cui abbiamo suggerito di istituire dei centri di ascolto, aumentando anche le iniziative per migliorare il benessere lavorativo del personale costretto a vivere non solo la durata del servizio ma anche le pause lavorative e le notti lontano da casa, in ambienti che definire tetri e angusti è fargli un complimento"

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