Cronaca

Foggia&Foggia cambia pelle: parla il neo direttore Christian Danza

Il 2 settembre il primo numero firmato da Danza. A lui abbiamo chiesto conto delle polemiche seguite all'uscita di scena di Ciccarelli e quelle che saranno le novità del nuovo corso

Dal 2 settembre, dopo undici anni, Foggia&Foggia non sarà più firmato da Enrico Ciccarelli. Lo storico direttore lascia spazio al 31enne Christian Danza che della free press è stato tra i collaboratori e ad una squadra in buona parte rinnovata. Non sono mancate in queste settimane le polemiche, con frecciate lanciate via facebook e anche attraverso la stampa.

Abbiamo voluto intervistare i due protagonisti della vicenda, Ciccarelli e Danza per provare da un lato a mettere un punto a questa diatriba, dall'altro per capire come cambierà uno dei più longevi prodotti editoriali foggiani. Ai due, come potrete leggere, abbiamo posto domande in molti casi simili, per provare a capire attraverso le naturali differenze di vedute ciò che distinguerà il nuovo corso dal vecchio

Qui, di seguito potete leggere l'intervista a Christian Danza. A questo link invece quella di Enrico Ciccarelli.

Christian, Foggia & Foggia in città, soprattutto per chi fa questo mestiere, vuol dire/voleva dire il giornale di Enrico Ciccarelli. Pensi che ciò sia stato un limite per questo giornale in questi undici anni oppure un valore aggiunto?
Non avendo vissuto tutti gli undici anni del Foggia&Foggia non posso dire se, nel tempo, il direttore Ciccarelli sia stato anche un limite. So però che è stato un riferimento importante, ed è nella storia di questo giornale perché ha fatto la storia di questo giornale.

Quanto e cosa lascia Enrico Ciccarelli al nuovo Foggia & Foggia?
Di sicuro ha lasciato in una stanza della redazione cartoni e cartoni pieni zeppi di vecchie videocassette e non ho ancora capito il perché, ma immagino sia per la fatica di buttarle! Scherzi a parte, lascia come detto prima una lunga tradizione ed una eredità da gestire in modo anche intelligente. So già che ci troveremo a rispondere ad email indirizzate al “direttore Ciccarelli”, ad esempio. Ed è anche con questa consapevolezza che vogliamo affrontare con grande umiltà questo periodo per noi molto importante.

Hai lavorato con Foggia & Foggia ed hai fatto parte della squadra di Ciccarelli. Ti senti un suo “allievo”?
Ho fatto parte della redazione diretta da Ciccarelli per due anni. Con il direttore, oltre alla celebre riunione del giovedì, non ho avuto tanti altri momenti di condivisione e confronto. Ho avuto il piacere di coinvolgerlo in un paio di iniziative universitarie organizzate con l’associazione studentesca Area Nuova, per il resto non ricordo grandi consigli, epiche strigliate o altro. Certamente ho osservato il suo lavoro, provato ad assorbire o rigettare determinati metodi. In definitiva ho fatto parte della sua squadra, ma non credo possa bastare a definirmi come un suo allievo. E lo dico tirando un sospiro di sollievo poiché, dopo aver letto e sentito alcune considerazioni sulla mia persona espresse da Ciccarelli, non credo sarebbe fiero di annoverarmi tra i suoi discepoli.

Qual è l'insegnamento più grande che ti ha lasciato e quale invece il modus operandi di cui farai volentieri a meno?
L’insegnamento più grande è che le parole hanno un peso e a seconda di come ne disponiamo e di come le disponiamo possiamo dare o non dare un senso a determinate cose. Ciccarelli è un maestro delle deduzioni e delle controdeduzioni. Questo è un pregio, ma a mio modo di vedere volte può essere anche un difetto.

Nell'intervista al Mattino di Foggia, rilasciata da Ciccarelli, si parlava di voci sul nuovo direttore e Ciccarelli diceva che non c'era l'ufficialità per un giustificato ritegno. Pensi che Ciccarelli si riferisse a te? Se sì, perché pensi abbia fatto questa battuta decisamente poco felice?
L’amichevole intervista rilasciata al Mattino, giornale per cui Ciccarelli collabora, non ha scalfito l’ambiente più di tanto. Si parlava di misteri ma non ho ancora capito il perché. E non ho capito il perché non ci sia stato un approfondimento, una analisi più accurata. Insomma, se in prima pagina io uscissi con una storia misteriosa nei giorni seguenti porterei avanti questa storia, magari tentando di arrivare alla soluzione o almeno ad una intuizione. Il collega che ha realizzato quel pezzo, se ricordo bene Gisoldi, dopo quella brillante risposta fornita dal suo interlocutore, avrebbe potuto insistere, chiedere se quindi Ciccarelli conoscesse già il nome del suo sostituto e come mai pensasse e dicesse quelle cose.

E perché non l'ha fatto secondo te?
Forse andava bene così. Anche a me è andata bene così. Non perché mi aspettassi di peggio, sia chiaro. Si sa, infatti, che quando un uomo viene lasciato dalla propria fidanzata l’unica cosa che può fare è provare a denigrare chi l’amerà dopo di lui. Tutto qui.

Passiamo al nuovo Foggia & Foggia. Perché pensi che la Smeraldo abbia scelto te per sostituire Enrico Ciccarelli?
Con Smeraldo il legame è iniziato un paio di anni fa. Gli editori del Foggia&Foggia decisero di aprire un nuovo periodico, il Foggia Magazine. Io iniziai come collaboratore, successivamente assunsi il ruolo di caporedattore. Organizzavo la redazione, le riunioni, l’assegnazione e il controllo degli articoli, la scelta degli argomenti ecc. Quell’esperienza, oltre ad insegnarmi tanto, mi ha dato la possibilità di farmi conoscere. Da dicembre 2010 sempre Smeraldo mi scelse per coordinare la nuova sezione del sito di Foggia&Foggia, le News24, aggiornamenti quotidiani che hanno dato nuova linfa alla nostra pagina web.

Che obiettivo ti hanno dato e quale invece ti sei dato tu...?
L’obiettivo è unico e comune: lavorare per il bene del Foggia&Foggia.

Quali saranno le novità principali per raggiungerlo?
La prima è quella che balzerà immediatamente all’occhio dei nostri lettori e riguarda la nuova veste grafica del giornale. Un restyling curato dal nostro bravissimo Salvatore Calabrese che già ai tempi del FoggiaMagazine confezionava ottimi lavori. Ci sarà una nuova disposizione delle pagine, approfondimenti, spazio per la vignetta e la satira, pagine dedicate al nostro sito e delle nuove rubriche che andranno ad arricchire quelle già in essere. Colgo l’occasione, se mi è concesso, per ringraziare tutti i rubricisti che hanno deciso di confermare la loro collaborazione accettando di far parte del nostro progetto. E’ stato per me e per la redazione un gesto molto significativo, un bel segnale di fiducia.

Si è letto che sarà centrale per il nuovo progetto il ruolo del sito internet. Puoi spiegarci meglio quali saranno le sinergie tra cartaceo e on line?
Oggi chi vuole fare informazione non può non pensare di dotarsi anche di un proprio sito. Il Foggia&Foggia aveva la fortuna di possedere già un suo spazio sul web, ma prima del dicembre 2010 non veniva sfruttato se non per ‘caricare’ l’edizione settimanale del giornale. Per far capire, numeri alla mano, cosa abbiamo fatto basterà dire che nell’intero anno 2010 il sito del Foggia&Foggia ha registrato 77289 visite, con una media di 211 click al giorno. Al 18 agosto 2011 invece la statistica in nostro possesso ci dice che i visitatori totali sono finora 99442. E’ un piccolo segnale di crescita, è il punto da cui ripartiamo da settembre. Il sito di Foggia&Foggia vuole diventare ancora più denso di notizie, più interessante. Il lavoro fatto in questi primi mesi di News24 certamente non basta, ma è servito, è stato utile. Gli aggiornamenti quotidiani saranno sempre più dettagliati, alcuni articoli o particolari interviste avranno delle anticipazioni sul nostro portale per poi trovare pubblicazione integrale nell’edizione cartacea del venerdì e sul giornale riporteremo gli eventi e le notizie che solitamente non hanno una collocazione specifica all’interno del settimanale. Penso ad esempio alla cronaca nera o a richiami provenienti dai comuni della nostra provincia. Inoltre sempre sul sito sperimenteremo la possibilità di confezionare e pubblicare dei servizi video.

La squadra che ti troverai a dirigere sarà in buona parte, se non totalmente rinnovata. Ce la presenti?
Rubricisti confermati a parte, la squadra è tutta nuova, o quasi. Nel senso che è un gruppo di lavoro che è stato creato ai tempi del FoggiaMagazine, persone e professionisti di cui mi fido. Sono curiosi, hanno entusiasmo, idee, sono molto attivi, originali, hanno punti di vista, interessi. L’unico estraneo all’esperienza del Magazine è il vicedirettore, Raffaele Fiorella. Anche lui giovane,30anni, ma ormai da anni serio giornalista, lavora per la Gazzetta di Capitanata. Il caporedattore sarà Vincenzo De Filippo, a lui spetterà anche l’arduo compito di coordinare e far crescere il sito Foggia&Foggia.com. Poi ci sono altri quattro redattori: Ilaria Di Lascia, Aurelia Conticelli, Mirko De Feo e Adelmo Monachese. In più una buona squadra di collaboratori. Non etichetto come giovani anche quest’ultimi solo per non abusare troppo del termine.

Prima si parlava del fatto che hai fatto parte della squadra di Foggia&Foggia. Come vivi il fatto che quasi tutti i tuoi compagni di squadra del service Euridice sono stati allontanati?
E’ stata una scelta per la verità anche mia, in quanto l’editore mi ha comunque dato carta bianca fidandosi quindi delle mie valutazioni. Della squadra di Euridice, questo lo dico per dare un ulteriore chiarimento all’irrisolto mistero, qualcuno è stato contattato, ma l’accordo non è andato a buon fine.

Come vedi il panorama editoriale foggiano? C'è qualche progetto che ti piace più di altri?
La cosa che più mi piace è l’effervescenza che c’è intorno al mondo dell’informazione e della comunicazione in generale. Nello specifico, fatti i miei più sinceri complimenti alla vostra redazione, credo che un progetto come quello portato avanti dal sito www.frontieratv.it non possa non avere tutta la mia ammirazione. E’ un lavoro fatto con competenza, entusiasmo, dedizione e sensibilità.

Il tuo avvento segna un passo in avanti verso il ringiovanimento del giornalismo foggiano. Chi della vecchia generazione può secondo te costituire un modello per i giovani giornalisti foggiani? Tra i giovani invece chi pensi possa fare strada?
Il giornalismo foggiano è essenzialmente giovane, l’età media delle redazioni locali è infatti molto bassa. Certo, ai vertici ci sono quasi sempre giornalisti più navigati, più esperti, con dei percorsi tracciati da tempo. Io in fondo ho iniziato nel 2007 la mia carriera, nel 2009 sono diventato giornalista pubblicista e in questi anni ho collezionato diverse e belle esperienze. Oltre che del FoggiaMagazine, sono stato caporedattore del mensile Hermes e del periodico universitario L’urlo, di cui oggi sono direttore responsabile. Questo per dire che gli spazi ci sono, seppur a volte diventano piccoli labirinti. Il giornalista, in ogni caso, non ha età, ha solo delle responsabilità nei confronti dei lettori. Come modelli faccio tre nomi: Giovanni Dello Iacovo, Filippo Santigliano e Tony Di Corcia. Tra le nuove leve, invece, devo per forza segnalare tutti i miei collaboratori, non per mero dovere ma per il sincero piacere di avere la possibilità di lavorare con questo gruppo di persone fantastiche.
 

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