Il buio del Teatro Giordano: l’attesa infinita tra indagini e contenziosi

Chiuso da sette anni, sono trascorsi 1000 giorni dalla promessa della sua riapertura fatta dal sindaco. Tra poco sarà emanato il bando di affidamento dei nuovi lavori, nonostante siano stati spesi 5 milioni di fondi POR

Teatro Giordano

E siamo a 1000. Il timer di Foggiatoday battezza i mille giorni da quella prima, famosa data di riapertura del teatro Giordano annunciata dal sindaco Gianni Mongelli e presa come punto di partenza di un timer virtuale che segna su questo sito, giorno dopo giorno, il ritardo che va accumulandosi sulla vicenda (anche se, bisogna esser onesti, non per responsabilità dell’amministrazione in carica).

UNA SAGA INFINITA. 1000 giorni. Ma dalla chiusura dell’antico e maestoso teatro di Piazza Cesare Battisti son passati oltre 7 anni. Un cantiere infinito che non si è fatto mancare proprio nulla: un fiume di denaro pubblico (5 milioni di fondi POR e, si badi bene, ne serve altro), due appalti,  indagini della magistratura, contenziosi Comune-imprese e chi più ne ha più ne metta. E la luce in fondo al tunnel ancora non riesce nitidamente a scorgersi. 

LA “SVOLTA” CAVALIERE. Oggi il fascicolo, da un punto di vista amministrativo, è nelle mani dell’assessore al patrimonio e valorizzazione dei beni culturali, Pippo Cavaliere che, dopo un lungo braccio di ferro, è riuscito a farsi consegnare dall’impresa appaltatrice (la Ra.Co. Srl e, con essa, la Daga Impianti, esecutrice materiale dei lavori finita nel mirino della Procura per un presunto subappalto non autorizzato) tutta la documentazione relativa alle certificazioni e alle attestazioni di conformità degli interventi, che l’amministrazione ha dovuto vagliare attentamente, faldone per faldone, e ricostruire.

Ma ci vogliono altri soldi. “Allo stato attuale attendiamo il parere dei Vigili del Fuoco al nuovo piano di prevenzione incendi redatto in variante a quello originario che ci permetterà di lavorare su alcuni dettagli relativi alle compartimentazioni” ci comunica Cavaliere. 

UN TEATRO AL BUIO. Ma  non è questo che preoccupa. Piuttosto la famosa cabina di trasformazione energetica, mai realizzata. Il progetto esiste, da due anni, con tanto di fondi europei stanziati (circa 150mila euro), ma - ed è questo il paradosso - non è mai stato affidato.

Paradosso, appunto, se si pensa che si tratta di un intervento basilare che avrebbe dovuto essere, se non il primo, almeno uno dei primi da prevedere ed eseguire. Come dire: costruisco una casa, la rifinisco ma non mi occupo di prevederne, al suo interno, un adeguato impianto di corrente.

Ed è stato proprio questo uno degli interventi a cui l’assessore Cavaliere prese a lavorare non appena gli fu affidato il capitolo Giordano. Tra pochi giorni, finalmente, sarà emanato il bando di affidamento dei lavori. Ma nessuno si illuda.

Perché i tempi, purtroppo sono quelli che sono: tra realizzazione dell’impianto (nel capitolato d’appalto, tuttavia, è stato scritto a chiare lettere: 60 giorni) e via libera, obbligatorio, della Sovrintendenza ai Beni culturali, di tempo ancora ce ne vuole. Bisognerà pazientare ancora. Il timer continua a scorrere.

 

 

 

 

 

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