“Non ce la facciamo più a pagare l’affitto”: così rischia di chiudere sede per i diversamente abili

Dopo quattro anni, l'ARDA di Foggia costretta a lasciare la sede associativa. La presidente: "Non riusciamo a sostenere le spese di affitto. Chiediamo un aiuto al Comune e al Sindaco Landella"

“Dopo quattro anni di attività e progetti, rischiamo di chiudere la sede associativa. A settembre 2017 i fondi del 5 per mille, che fino ad oggi ci hanno consentito di pagare l’affitto, finiranno e saremo costretti ad andare via”. È amareggiata Alessandra Salvatori, Presidente dell’ARDA di Foggia (Associazione Ricreativa Diversamente Abili), che dal 2010 promuove l’integrazione sociale, scolastica e professionale delle persone diversamente abili attraverso la promozione di attività ricreative, ludiche, terapeutiche, fisiche e creative per garantire il diritto inalienabile a una vita libera e tutelata.

“Attualmente paghiamo un fitto mensile di 400 euro e devo dire che la locatrice, ormai da qualche tempo, proprio perché conosce le nostre difficoltà, ci applica uno sconto di 50 euro. Per lungo tempo ci siamo autotassati e fino a qualche anno fa, i fondi del 5 per mille erano più sostanziosi. Oggi, invece, la situazione è cambiata e, già da qualche tempo, siamo alla ricerca di una soluzione alternativa, che ci consenta di realizzare le nostre attività in tranquillità”.

Sono state già due le richieste di locali in comodato d’uso gratuito presentate in Comune, con allegati il dettaglio delle attività e il bilancio. “Abbiamo preparato un’altra lettera, che contiamo di presentare a breve al sindaco Landella. Il primo cittadino, in occasione di una delle ultime edizione di ‘Mare senza barriere’, ha visitato la sede, conosce la nostra associazione e speriamo possa aiutarci in qualche modo. Sarebbe un peccato dover interrompere progetti e laboratori”.

Negli anni, sono stati numerosi i protocolli sottoscritti dall’ARDA, come le manifestazioni e le iniziative organizzate. “Abbiamo stipulato convenzioni con il Tribunale di Foggia e UEPE – spiega la presidente - sia per il lavoro di pubblica utilità che per la messa alla prova. Non solo: l’associazione ad oggi risulta regolarmente iscritta all’albo del volontariato della Regione Puglia, collabora con il Centro Diurno di Foggia da anni e come associazione ha partecipato ad attività e manifestazioni, riconosciute dai vari enti provinciali e comunali, quali ‘Porta la Sporta’, ‘Mare Senza Barriere’ dal 2011 al 2016, ‘Cielo Senza Barriere’, la Fiera di natale e quella dell’Ottobre Dauno. L’ARDA ha organizzato manifestazioni aperte alla comunità ed uscite quali ‘Open Day Emozioni di Natale’, ‘Halloween Insieme’, ‘Pettole e Dolci Tipici’, ‘Paquetta con gli Amici’ 2015. E non possiamo dimenticare l’Udienza Generale dal Papa nel 2015 e i viaggi a Salerno e alle Grotte del Gargano per tutti” 2015-2016”.

L’associazione ritiene necessario impegnare i ragazzi nella realizzazione di oggetti artigianali da porre in vendita in fiere e mercatini, favorendo l’aggregazione sociale e rispondendo al bisogno di appartenenza. “In particolare – spiega la vicepresidente, Filomena Balante - l’associazione si propone come obiettivo primario l’aiuto reciproco tra le nostre famiglie, offrendo occasioni di confronto per cercare soluzioni a tutti i piccoli grandi problemi della vita quotidiana, grazie anche all’aiuto di “chi ci è già passato”. Per noi genitori è importante che i nostri figli non vengano esclusi, soprattutto dopo la fine della scuola. Per questo, nelle nostre attività puntiamo molto all’inclusione e all’integrazione. Senza una sede, questo percorso rischia di essere bruscamente interrotto”.

Di qui l’appello all’Amministrazione Comunale, ai privati e a chiunque possa aiutare l’associazione. “Negli anni, abbiamo avuto un supporto dalla Regione Puglia e, in particolare, dal Consigliere Giandiego Gatta per qualche iniziativa. Ma adesso il nostro problema più urgente è la sede: cerchiamo locali privi di barriere architettoniche, in comodato gratuito per lo svolgimento delle attività di volontariato. Abbiamo bisogno di dare un futuro al progetto della nostra associazione”, conclude Alessandra Salvatori.  

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