Il reparto ‘Fibrosi cistica’ è in difficolta: l’appello-lettera di Pezzano ad Emiliano

Il consigliere comunale Rino Pezzano scrive al governatore della Regione Puglia per scongiurare la chiusura o l’indebolimento del reparto dell’ospedale ‘Tatarella’

Ospedale Tatarella di Cerignola

Il reparto di fibrosi Cistica dell'ospedale ‘Giuseppe Tatarella’ di Cerignola è in difficoltà. Per questo motivo, il consigliere comunale Rino Pezzano ha deciso di coinvolgere il presidente della Regione, Michele Emiliano, per scongiurare a chiusura o l'indebolimento di un reparto considerato una punta di diamante non solo di Cerignola, ma dell'intera Puglia.

LA LETTERA DI RINO PEZZANO AD EMILIANO. “Egregio presidente, mi chiamo Rino Pezzano e sono un consigliere comunale di Cerignola, bellissima ma altrettanto sofferente cittadina della provincia di Foggia. Sofferente in particolare sotto il profilo delle cure ed assistenziale.

Le scrivo per rappresentarLe, a nome mio e dei concittadini che sono onorato di rappresentare, i timori che attraversano l'animo di numerose famiglie in queste ore; in particolare di quei padri e di quelle madri che sono costretti a lottare quotidianamente con un dramma di cui, noi fortunati, non possiamo avere minimamente contezza, ma che non può e non deve lasciarci indifferenti se è vero che siamo anzitutto comunità, umana e solidale.

Mi rivolgo a Lei, alla Massima Autorità della nostra Regione, a Lei che è chiamato a gestire la Res Publica e ad assumere decisioni in nome e per conto dei pugliesi e della loro salute. Mi rivolgo a Lei da amministratore di una comunità che ha bisogno di Lei e della sua empatia. Mi rivolgo a Lei anche, e forse soprattutto, da padre.

Vengo al punto, caro Presidente. A Cerignola esiste un ospedale, il ‘Giuseppe Tatarella’, che vive oggi il suo momento forse più delicato al pari degli altri nosocomi pugliesi, costretti a fare i conti con i provvedimenti di riordino ospedaliero e, più in generale, di riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale a cui Lei è chiamato.

Ma il "G. Tatarella" è un presidio ospedaliero indispensabile per il territorio sotto diversi profili e vanta un reparto di eccellenza qual è quello dedicato alla Fibrosi Cistica. Inaugurato qualche anno fa, il suddetto reparto è diventato - grazie alla passione, alla professionalità ed allo spirito di abnegazione del dott. Ratclif e dei sanitari che vi prestano la loro opera - punta di diamante in Puglia e riferimento indispensabile per tutti coloro che sono affetti da una patologia che, come ben sa, è rara e degenerativa, ma che colpisce. E quando colpisce diventa in calvario, per il paziente e per i suoi familiari. E, aggiungerei, per l'intera comunità.

Ebbene, raccogliendo l'appello di un padre riportato dalla stampa, sono qui a rappresentarLe la necessità di NON lasciare sole queste famiglie. Oggi il reparto conterebbe su un numero di professionalità di molto inferiore a quelle di cui necessiterebbe per offrire la giusta offerta di assistenza e di cure. Non solo: la precarietà dell'esistente e le mancate certezze circa il mantenimento di un presidio di siffatta importanza divengono causa di profonda angoscia per coloro che provano ad immaginarsi un futuro e ad organizzarsi una vita quanto più possibile prossima alla normalità.

Ecco, signor Presidente, non lasciamo sole queste famiglie. Non permettiamo che le esigenze finanziarie dello Stato abbiano il sopravvento sul diritto alla Salute, alle cure, ad una Vita Normale garantito dalla nostra Costituzione. Lo Stato siamo noi. E dove non c'è salute non c'è conto economico che tenga.

Non aggiungiamo, signor Presidente, dramma al dramma obbligando questi pazienti, moltissimi ancora in tenera età, ad andare altrove, fuori regione, misurandosi con viaggi della speranza costosi e faticosi, contribuendo ad alterare, così, un'esistenza già profondamente marchiata dalla sorte.

Caro Presidente, io non sono che un amministratore di Provincia. Ma proprio perché vicino ai vissuti dei miei concittadini, ho la percezione reale dei timori che si stanno consumando in rapporto a questo Rischio. Ed ho, da uomo, la certezza che questa mia accorata lettera non resterà inascoltata.

La invito sin d'ora a visitare il nostro reparto, a prendere contatto con i nostri operatori ed i nostri piccoli pazienti, sì da realizzare l'importanza di un presidio prezioso qual è il reparto di Fibrosi Cistica che l'intera Puglia può vantare”.

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