Blocco iscrizioni, il ‘Maria Regina’ chiude. L’appello: “Salvate 56 anni di storia”

Preoccupati le famiglie foggiane degli 88 bambini della scuola primaria e dei 30 dell'infanzia. L'istituto di viale Colombo rischia la chiusura, dodici dipendenti il posto

L'interno dell'istituto

C’è grande scoramento tra il personale dipendente e le famiglie dei bambini che frequentano l’istituto 'Maria Regina' di Foggia, che dopo 56 anni rischia di chiudere ufficialmente i battenti. 'Regione Italia’ (della congregazione delle case adoratrici del sangue di Cristo) - dopo aver sovvenzionato la struttura dal 2007 al 2013 e fatto fronte a un debito di 99mila euro derivante da una bolletta della Tarsu del 2007 mai pagata - ha optato per il blocco delle iscrizioni, vale a dire per la chiusura dell’istituto di viale Colombo. Troppi debiti, nessuna prospettiva. Non c’è più la copertura economica.

Da qui la decisione, sofferta, di chiudere. Disposizione che ha gettato nello sconforto intere famiglie foggiane e la superiora suor Anna Maria: “Mi dispiace tanto per i bambini, che conosco bene, e per i loro genitori, molti dei quali in passato sono stati alunni del Maria Regina”. Inoltre, al danno già evidenziato, negli ultimi mesi si è aggiunta la beffa dei contributi ministeriali; mai giunti a destinazione quelli del periodo settembre-dicembre 2014.

Dal marzo 2013 dodici dipendenti hanno un contratto di solidarietà (scade il 31 agosto 2015) che prevede la riduzione del monte ore e della retribuzione. Ciononostante, pur di conservare il posto di lavoro, avrebbero espresso in anticipo la volontà di rimanervi – terminata la solidarietà - alle stesse condizioni. Oltre al personale docente, a pagarne le spese sono anche le famiglie degli 88 bambini della scuola primaria distribuiti in cinque classi e quelle dei 30 dell’infanzia, che si vedrebbero costrette a trasferire i propri figli presso altre strutture scolastiche e ad interrompere un percorso di studi di altissimo profilo.

Punto di riferimento della comunità foggiana, il ‘Maria Regina’ che nei Settanta annoverava circa 1000 iscritti, potrebbe addirittura cambiare profilo, così come paventato dal consigliere regionale Giannicola De Leonardis, “da complesso di uffici a struttura da abbattere per favorire l’ennesima speculazione edilizia”. Per scongiurare la chiusura, famiglie e dipendenti rivolgono un accorato appello alle istituzioni locali e regionali, chiamate a salvare 56 anni di storia, di insegnamento, educazione e preparazione, di attività extrascolastiche e formative; da via Taranto fino a viale Colombo, passando per via Lecce.

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